Esplodenti Sabino, appello per i lavoratori

Senza stipendio 80 operai: gli assessori regionali D’Amario e Quaresimale chiedono alla procura di accelerare le indagini
CASALBORDINO. Un incontro on line con il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo e il procuratore Giampiero Di Florio per appurare lo stato delle indagini, i tempi ancora previsti e quando sarà possibile la riapertura almeno degli uffici amministrativi della Esplodenti Sabino e i siti non interessati all'esplosione che il 21 dicembre 2021 costò la vita a tre operai. È quanto hanno annunciato ieri gli assessori regionali Daniele D'Amario e Pietro Quaresimale ai rappresentanti sindacali della Esplodenti Sabino nel corso del summit che si è tenuto in via remoto. I rappresentanti della Regione cercheranno di parlare con i magistrati entro lunedì implorando una accelerazione delle indagini. Questo per dare modo a 80 dipendenti della polveriera di Casalbordino di tornare a lavorare e a percepire lo stipendio. L'Inps infatti ha ribadito che non è riconosciuta la cassa integrazione se l'azienda è ferma per un incidente e non per crisi. Da un mese 80 lavoratori non ricevono più alcun emolumento. Sindaci e sindacati si schierano dalla loro parte.
«Non si possono lasciare 80 famiglie che non hanno alcuna colpa di quanto è successo senza stipendio», dicono. Le indagini partite subito dopo la tragedia sono ancora in corso, ma il più è stato fatto. I carabinieri della Compagnia di Ortona che indagano sulla vicenda hanno ascoltato 72 testimonianze. Il perito nominato dalla Procura ha compiuto un sopralluogo nella fabbrica sotto sequestro. Il compito di analizzare i tamponi repertati sul luogo dell'esplosione è stato affidato ai Ris di Roma e i risultati dell'esame autoptico sono attesi a giorni. I lavoratori chiedono di poter tornare a lavorare non appena le perizie saranno ultimate. Senza il ripristino della licenza e permanendo il sequestro degli uffici amministrativi, il titolare della Esplodenti, Gianluca Salvatore non può neppure redigere i rapporti dei lavori ultimati e fare le fatture per poi riscuotere. Rischiano di saltare anche importanti progetti in cantiere.
Per gli 80 dipendenti, a casa da più di due mesi, non è facile in periodo di pandemia trovare un'altra occupazione. Prima dell'esplosione che ha fatto saltare in aria tutti i progetti della Esplodenti, il presidente Salvatore era in contatto con l'Aid, Agenzia del ministero della Difesa con sede a Noceto (Parma). Aid e Esplodenti in passato si erano divise degli ordinativi e in programma c'erano altri importanti lavori per il ministero della Difesa da fare sia a Casalbordino che a Noceto dove sarebbero in fase di realizzazione nuovi locali. La manutenzione e le prove tecniche per partire con il sito emiliano sono in programma nel 2022. Questo significa che anche se disposti a trasferirsi gli 80 dipendenti dovrebbero aspettare un anno. L'Aid comunque potrebbe dare lavoro a poche unità non certo a 80 lavoratori. I rappresentanti sindacali chiedono per questo agli assessori D'Amario e Quaresimale di trovare una soluzione alla disperazione di 80 famiglie. I prossimi giorni serviranno per fare il punto della situazione. I colleghi delle tre vittime, nel ribadire che sono i primi a chiedere chiarezza su quello che è successo e giustizia, chiedono contestualmente che venga garantita la loro sopravvivenza e quella delle loro famiglie.
Nel frattempo le maestranze sperano di ricevere notizie da Roma la deputata del M5S , Carmela Grippa ha coinvolto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando e il titolare del ministero dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti chiedendo che si attivino per garantire il futuro della Esplodenti Sabino e il lavoro ai dipendenti. (p.c.)
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