Estorsione e rapina: pene ridotte per tre
LANCIANO. Rapina aggravata, tentata estorsione e spaccio: pene ridotte e un’assoluzione. La Corte di appello dell’Aquila ribalta la sentenza di primo grado emessa nel maggio scorso dal giudice...
LANCIANO. Rapina aggravata, tentata estorsione e spaccio: pene ridotte e un’assoluzione. La Corte di appello dell’Aquila ribalta la sentenza di primo grado emessa nel maggio scorso dal giudice Marina Valente nei confronti di Rosanna De Rosa, 43 anni, il figlio Giuseppe Morelli, 22, Thomas Staniscia, 24 anni. Confermata, invece, la condanna per Alessandro Ceroli, 27 anni.
I quattro erano accusati, a vario titolo, di rapina, estorsione e cessione di sostanze stupefacenti. Finirono a processo perché, secondo l’accusa, vendevano droga a giovani di Lanciano, ma spesso ricorrevano alle maniere forti, anche estorcendo oggetti oltre che denaro, per costringere i giovani a pagare i propri debiti. Le indagini erano partite da una rapina subita, nell’agosto 2014, da un giovane tossicodipendente. Questi, avendo contratto un debito per quantità di droga acquistate e non pagate, era stato aggredito e privato della sua Alfa Romeo Mito dalla gang che ha tentato anche di estorcergli 5.000 euro. I quattro ebbero condanne pesanti, ora ridotte in appello.
La De Rosa da 6 anni di reclusione passa a 4 anni e 2 mesi e dagli arresti domiciliari all’obbligo di firma; Morelli da 5 anni di carcere passa a tre anni e 4 mesi (madre e figlio sono difesi dall’avvocato Massimiliano Biscardi). Staniscia, rappresentato dall’avvocato Massimiliano Sichetti, condannato a otto anni per rapina, tentata estorsione e lesioni è stato assolto: non ha commesso la rapina né tentato di estorcere denaro perché non spacciava droga come già rilevato in primo grado. Assolto anche dalle lesioni per difetto di querela. Confermati, invece, i tre anni di reclusione inflitti in primo grado a Ceroli. (t.d.r.)
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