Esuberi in Pilkington Futuro incerto per 185 lavoratori

SAN SALVO. L’estate e le ferie sono alle spalle, l’autunno per il quinto anno consecutivo porta sulle industrie del Vastese nuvoloni neri. Non è esclusa la Pilkington. Da lunedì i dipendenti del...
SAN SALVO. L’estate e le ferie sono alle spalle, l’autunno per il quinto anno consecutivo porta sulle industrie del Vastese nuvoloni neri. Non è esclusa la Pilkington. Da lunedì i dipendenti del colosso internazionale del vetro sono tornati al lavoro con una grossa incognita: il futuro di 185 unità in esubero. Quale sarà il loro destino? «L’azienda ci ha assicurato che nessun lavoratore sarà mandato a casa», afferma Emilio Di Cola, segretario della Cgil. I dipendenti della Nsg Pilkigton andranno in solidarietà. «Oggi è in programma un incontro con l’azienda per discutere degli aspetti tecnici e delle nuove regole che disciplinano la solidarietà, un ammortizzatore sociale che è cambiato rispetto ad un anno fa. Un altro incontro è in programma giovedì 8 settembre e in quel caso si parlerà dei 185 lavoratori in esubero e del loro futuro», spiega Di Cola).
A creare problemi è il reparto dei vetri temperati. Gli addetti del reparto saranno spalmati su altri settori. Il ricorso alla solidarietà per i turnisti significa stipendio ridotto del 40% ma, come più volte sottolineato, è il male minore. Il criterio della solidarietà sarà valutato con flessibilità. Le fermate avverranno a rotazione e secondo le necessità. Il nuovo anno di solidarietà è cominciato ieri e terminerà il 31 agosto 2017. Di recente il governo ha apportato modifiche all’applicazione degli ammortizzatori sociali. Questo comporterà per alcuni la riduzione del 30% dello stipendio, ma per altri sarà maggiore. La solidarietà aiuterà comunque l’azienda a rispondere in modo meno traumatico agli affanni del mercato. La produzione che dà meno problemi è quella dei cosiddetti laterali.
Fortunatamente non hanno lo stesso problema i due stabilimenti satelliti di Primo e Bravo. Il loro ritorno in fabbrica è sereno e per loro non è prevista la solidarietà che comunque resta il migliore salvagente per salvare l’occupazione in attesa di tempi migliori. La solidarietà dovrebbe interessare subito circa 350 lavoratori. Oggi si comincerà a discutere della situazione del temperato e della eventuale ricollocazione dei lavoratori in altri reparti. Per tutti è prevista una riduzione del salario, con i nuovi parametri per alcuni i sacrifici saranno maggiori ma quello che conta è che lavoreranno tutti.
Paola Calvano
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