«Ex caserma, la città non può più attendere»

7 Agosto 2018

Lavori fermi alla Berardi: il Comitato cittadino chiede l’intervento delle istituzioni per il primo cantiere

CHIETI. «Ci auguriamo vivamente che i tempi lunghi della burocrazia possano essere velocizzati. Soprattutto in considerazione del fatto che non ci sono ostacoli: non ci risultano infatti ricorsi contro l’aggiudicazione dei lavori. A questo punto è ora che le istituzioni si diano una mossa». Il monito arriva dal coordinatore del Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio della città di Chieti, Giampiero Perrotti, che commenta così l’ennesimo inspiegabile stop dei lavori alla Berardi. Nella ex caserma di via Ferri doveva essere già partito il primo cantiere. «Alla Berardi, il primo cantiere per la realizzazione della sede della Ragioneria di Stato sarebbe dovuto partire a giugno», conferma Perrotti, «ma siamo ad agosto e non è successo nulla. E adesso ci sono anche le ferie. Ma la città non può andare in vacanza. Non può permetterselo. Visto che, tra l’altro, ogni passo avanti è legato a un ulteriore step. Dopo la sede della Ragioneria di Stato, dovrà partire il cantiere per la realizzazione della sede dello Scientifico. E dunque non vorremmo che i rallentamenti si accumulino l’uno sull’altro».
Secondo il “Piano di razionalizzazione degli immobili demaniali”, la caserma Berardi (che ospitava l’ex 123° reggimento Chieti), si trasformerà in una in un polo amministrativo dove troveranno sede molti uffici pubblici e anche una scuola (il liceo scientifico Masci). Un’opera da 18 milioni di euro già segnata, però, da innumerevoli ritardi. «Seguiamo l’iter con apprensione», dice Perrotti, «e auspichiamo un deciso intervento delle autorità preposte, perché sollecitino chi di dovere affinché la pastoie burocratiche vengano superate e si possa finalmente continuare in maniera spedita. La città non può più attendere. Dalle notizie che abbiamo avuto», conclude Perrotti, «a settembre potrebbe partire anche il primo cantiere della ex caserma Bucciante alla villa comunale, vale a dire la sede dell’Archivio dii Stato. Sappiamo per via informale che sono stati risolti anche i problemi del comodato d’uso con cui il Demanio cede le strutture destinate a ospitare il polo universitario alla Bucciante. Speriamo solo che non si perda più tempo».