Ex Pierantoni, locali da liberare: un regolamento per le nuove sedi

29 Gennaio 2022

In vista dei lavori, le norme approvate in consiglio comunale dopo mesi di attesa. L’opposizione attacca Le associazioni fuori dalla caserma: «Ora i bandi per le concessioni». Ricordato l’ex consigliere Supino

CHIETI . È partito con un minuto di raccoglimento in memoria dell’ex consigliere comunale Pietro Supino, venuto a mancare giovedì, il consiglio comunale di ieri che, dopo il momento di cordoglio, si è subito infiammato sull’approvazione del nuovo regolamento per le concessioni e locazioni dei beni immobili comunali. Un regolamento atteso soprattutto dalle 27 associazioni che hanno sede nella caserma Pierantoni e che martedì scorso hanno saputo di dover la sciare i locali entro il 15 febbraio.
Il regolamento era stato promesso a ottobre scorso, è arrivato dunque in Consiglio con mesi di ritardo, a due settimane dalla data dello sgombero, come le associazioni hanno sottolineato in un incontro che si è svolto giovedì alla Pierantoni con la delegata al patrimonio Silvia Di Pasquale e alla presenza della consigliera d’opposizione Serena Pompilio. È stata proprio lei ad attaccare l’amministrazione sia sui ritardi che hanno già costretto alla chiusura alcune delle associazioni e sia nel merito. «La problematica», ha detto la consigliera, «è stata trattata con superficialità e modi totalitari. Le condizioni statuite nel regolamento sono eccessivamente gravose per i destinatari: si chiedono cauzioni, fidejussioni e si prevede espressamente l’esclusione per tutte le associazioni morose senza considerare minimamente la situazione di difficoltà economica dettata anche dalla pandemia». La consigliera ha inoltre rivolto al sindaco Diego Ferrara un appello affinché si adoperi per trovare almeno una soluzione temporanea per le associazioni in attesa dei bandi per le assegnazioni degli immobili. Il primo cittadino ha preso la parola per raccogliere l’appello, assicurando il suo impegno. La consigliera Di Pasquale ha rivendicato, invece, le scelte su cauzioni, fidejussioni e morosità, parlando di necessità di trattare la gestione dei beni pubblici con i metodi del privato.
Una sottolineatura, quella sulla gestione privatistica, che non è piaciuta alla presidente della commissione Regolamento Barbara Di Roberto: «Il bene pubblico», ha rimarcato, «non può essere gestito, considerato o inteso alla stregua di un bene privato». Per quanto riguarda le associazioni della Pierantoni, al di là delle lamentele per i ritardi e i metodi attuati, c’è soddisfazione per il fatto che il regolamento sia stato approvato. «Ora speriamo che i bandi per assegnare gli alloggi escano il più presto possibile», ha auspicato Eugenio Di Caro, presidente dell’associazione Percorsi che ha sede proprio alla Pierantoni.
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