Fa caldo, capi invernali invenduti «Si comprano solo vestiti leggeri»

4 Novembre 2022

Dopo il caro bollette, il settore risente delle alte temperature: mercato dell’abbigliamento in crisi  Ma è boom di acquisti di coperte e pigiami pesanti per stare a casa col riscaldamento al minimo

CHIETI. E chi lo avrebbe mai detto: anche le temperature miti e il caldo incessante di questo periodo mettono sotto tiro i commercianti teatini. Dopo la stangata delle bollette, cappotti e pellicce invernali rimangono invenduti tra gli scaffali dei negozi. Una situazione anomala rispetto all'anno scorso, quando di questo periodo i capi delle collezioni invernali venivano acquistati regolarmente perché necessari alle basse temperature.
Le giornate di sole influiscono sugli acquisti nei negozi di abbigliamento: per i clienti l’occhio cade ancora sui capi più leggeri, trapuntine e smanicati. E i commercianti sono costretti a seguire le temperature meteorologiche e a cambiare la disposizione del loro negozio. «Cambio i capi in esposizione in base alla temperatura fuori», dice Barbara Cieri, del negozio “Ribò” sotto i portici, «la spinta all'acquisto dell'invernale dipende dalla temperatura». Le vetrine però, sembrano andare quasi contro stagione mostrando sui manichini le collezioni invernali «altrimenti sembra che non abbiamo disponibilità in negozio», dice Ada De Luca, titolare del negozio di abbigliamento Met Moda, lungo in via Arniense, «le nuove collezioni invernali sono già arrivate ma le vendite sono bloccate». Infatti, le persone preferiscono indossare e acquistare ancora i capi di cotone. A confermarlo è Mariagiovanna Di Fonzo, titolare di Giò dv che dice: «Per i tessuti di lana ci sarà ancora da aspettare, per adesso l'acquisto è diretto ai capi leggeri».
Il cambio stagione negli armadi dovrà attendere il calo delle temperature e l'arrivo dell'inverno: «Prima si passava direttamente dal caldo al freddo», dice Pierluigi Tacconelli, di Top Boutique, «adesso non c'è più stagione. Le persone chiedono di più i capi mezzo peso che di norma non si vendono in questo periodo». Per incentivare le vendite invernali, c'è anche chi prova ad attirare i clienti con saldi e promozioni ma, dice Valeria del negozio Vess, «le persone continuano ad entrare e mi chiedono le magliette a maniche corte, se fa caldo non ti viene neppure voglia di provare un maglione o un giaccone pesante». È una situazione che scoraggia i commercianti. «Queste temperature calde ci hanno finito ad affossare. Dopo le bollette alte, ora non si riesce più a vendere», prosegue la dipendente del negozio Vess. Il fermo della collezione invernale sembra, quindi, essere proprio «la ciliegina sulla torta», come la definisce una dipendente del negozio Fra Mon, «ora anche le temperature ci si mettono contro».
Anche nell'abbigliamento per i bambini i capi pesanti rimangono ancora fermi in negozio. «Ora si comprano tute e accessori di mezza stagione», dice Raffaella Bonvecchio di Capitanio Sport, «l'anno scorso, già a settembre, le vendite invernali erano partite». Vendite bloccate anche per Sportland dove la titolare dice di aver venduto solo 6 giubbini invernali, un numero inconsueto rispetto a novembre dell’anno scorso. Vendite in stallo anche per guanti e berretti invernali. «Aspetterò che arrivi il freddo», sottolinea Cristiano Di Anna, proprietario di un negozio di pelletteria in centro storico, «di certo con queste temperature le persone non si vengono a comprare un cappello di lana». Viceversa, mentre giubbini e maglioni per uscire rimangono invenduti, incrementano già gli acquisti di coperte e pigiami pesanti per stare a casa. Nello storico negozio di tessuti artigianali “Primiterra”, le vendite confermano la nuova strategia di risparmio casalingo. «Per paura dei costi del gas», dicono le titolari, «i clienti ci chiedono spesso un piumone più pesante». Anche Loredana Massa del negozio “Sesto senso intimo” conferma gli acquisti: «I clienti mi chiedono i pigiami di pile per stare più caldi».
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