Fabbrica ordigni e armi in casa: arrestato un operaio di 46 anni

11 Giugno 2021

L’uomo realizzava video tutorial per numerosi utenti del web su come si preparano gli esplodenti Il questore Gargano: «Materiale di estrema potenzialità offensiva». Indagini anche dell’Antiterrorismo

LANCIANO. Fabbricava in casa armi rudimentali e congegni esplodenti e poi mostrava come fare ad altri utenti del web attraverso video tutorial. È finito in manette Daniele Di Totto, 46 anni, di Lanciano, operaio incensurato con l’“hobby” per la costruzione di armi e ordigni rudimentali. Ieri all’alba la polizia di Lanciano ha bussato alla sua abitazione in contrada Sant’Egidio per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip Massimo Canosa su richiesta del sostituto procuratore Francesco Carusi.
LA DENUNCIA DI UNA GIOVANE COPPIA Le indagini, condotte dalla polizia del commissariato frentano e dalla Digos della questura di Chieti e coordinate dalla Procura di Lanciano, sono partite casualmente dalla denuncia sporta da una giovane coppia, a cui l’arrestato aveva affittato un appartamento. Gli inquilini si accorgono della presenza di microcamere e denunciano tutto alla polizia, che si attiva subito scoprendo effettivamente i piccoli apparecchi collegati al pc del 46enne. È esaminando il contenuto del computer che la sezione investigativa della polizia, diretta dall’ispettore Amerino Verì, scoperchia il vaso di Pandora. Le immagini della coppia non ci sono, c’è invece materiale video sulla preparazione di armi artigianali e ordigni rudimentali, nonché sul loro utilizzo. La conferma dell’attività illecita avviene a novembre quando, al fine di interrompere l’azione criminosa, viene eseguita una perquisizione nell’abitazione dell’indagato.
L’ARSENALE SEQUESTRATO Nel garage, adibito a officina, i poliziotti trovano e sequestrano numerose armi: parti di un fucile a pompa, un lanciafiamme artigianale, un fucile di precisione ad aria compressa, una balestra con dardo esplosivo, una bomba con innesco elettrico di fattura artigianale altamente offensiva, proiettili, detonatori, micce, numerosi candelotti in plastica muniti di innesco elettrico vuoti, una bottiglia molotov, polvere nera, solventi chimici per miscele. Nel corso dell’attività investigativa, condotta anche con l’ausilio di esperti telematici della polizia postale di Pescara, sono stati individuati numerosi video: nel fabbricare armi e congegni, azionabili anche a distanza, il 46enne ne pubblicizzava le modalità di preparazione e d’uso postando, sia su account riservati che su social network, dei video tutorial visualizzati da migliaia di utenti con i quali colloquiava anche con post didattici a seguito di loro sollecitazioni. I video sono stati ora eliminati dalla rete. Le accuse per Di Totto vanno dalla fabbricazione e detenzione abusiva di armi ed esplosivi, alla fornitura di istruzioni su profili social circa la preparazione e l’uso di materiali esplosivi e armi da guerra, fino alla istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico.
I VIDEO In un filmato, in particolare, indossando la maschera di Anonymous e davanti a uno schermo su cui si susseguono immagini di gravi disordini, l'indagato illustra la realizzazione di maschere antigas da utilizzare durante azioni antisommossa delle forze di polizia. Altri tutorial riguardano la realizzazione di miscele di gas altamente infiammabili e di natura esplosiva dette “ossidrogeno”, la distruzione di un pc con esplosione innescata a distanza, prove di sparo con fucili artigianali e illustrazioni sulle modalità per far brillare una carica di esplosivo mediante detonatore inerziale. «Dagli esiti delle perizie», spiega il questore di Chieti Annino Gargano nella conferenza stampa tenuta insieme alla dirigente del commissariato, Lucia D’Agostino, e al responsabile della Digos di Chieti, Coriolano Conte, «gli ordigni sequestrati sono risultati di estrema potenzialità offensiva, anche per l’aggiunta di componenti quali sferette di plastica rigide. Non abbiamo evidenza, invece, che li commercializzasse».
L’ANTITERRORISMO Operaio in Val di Sangro, Di Totto vive da solo (per questo è ai domiciliari e non in carcere). Ha grandi capacità manuali, ama definirsi un “ecoterrorista misantropo”, con pochi contatti sociali ma grande seguito su internet. Questo ha fatto alzare il livello di attenzione fino all’Antiterrorismo nazionale. «Quanto scoperto è inquietante», rimarca il questore, «l’indagato risulta avere svolto da solo l’attività illecita, ma aveva moltissimi contatti. Su questi, con il coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione, saranno eseguiti approfondimenti. Le indagini proseguono».
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