False intercettazioni per calunniare Legnini e altri 9: medico sott’accusa

CHIETI. In poco più di quattro minuti, davanti ai giudici del tribunale di Chieti, ha ricostruito nei minimi dettagli la rapina del Rolex di cui è stato vittima. L’avvocato teatino Raoul Vaccaro, 72...
CHIETI. In poco più di quattro minuti, davanti ai giudici del tribunale di Chieti, ha ricostruito nei minimi dettagli la rapina del Rolex di cui è stato vittima. L’avvocato teatino Raoul Vaccaro, 72 anni, in passato assessore comunale alla pubblica istruzione, è stato ascoltato ieri mattina, come persona offesa, nell’ambito del processo in cui è imputata Pansela Vasile, romena di 25 anni, residente a Oppeano, in provincia di Verona. La giovane, che non era presente in aula, è accusata di aver derubato il noto legale teatino di un orologio del valore di 16.500 euro. A smascherarla sono stati i poliziotti della squadra mobile di Chieti.
IL RACCONTO IN AULA
«Mi trovavo sotto casa, in via Madonna degli Angeli», ha raccontato Vaccaro, riferendosi all’episodio avvenuto il pomeriggio dell’11 aprile del 2019. «Avevo parcheggiato da poco, sono sceso dalla macchina e ho percorso la strada in salita, in un tratto che si restringe, perché c’è un muro di contenimento. Mentre io camminavo, dunque a pochissimi metri da casa mia, da dietro sono stato sospinto e sgambettato». È successo tutto nel giro di pochi secondi. «Ho perso l’equilibrio», ha proseguito Vaccaro, «ma non sono caduto: mi sono appoggiato a una macchina parcheggiata. La persona che mi ha fatto perdere l’equilibrio si è subito avvicinata, scusandosi: era una donna, fisicamente atletica, alta circa un metro e 65. “Cosa è successo? La aiuto”, sono state le sue parole. Mentre mi sollevava, però, mi sono accorto che mi stava sfilando l’orologio. A quel punto l’ho bloccata e l’ho trattenuta, ma lei mi ha ancora bistrattato e spinto, facendomi cadere. Poi è fuggita immediatamente, con l’orologio: ad attenderla, a cinquanta o sessanta metri, c’era un complice su un’autovettura. Lei è salita in macchina e sono scappati». I due hanno fatto perdere le tracce a bordo di una Fiat 500 X di colore blu. Ma, mentre il guidatore è riuscito a farla franca, all’autrice materiale del colpo è andata male.
IL RICONOSCIMENTO
Vaccaro, come già avvenuto in questura, anche in tribunale ha riconosciuto in fotografia la rapinatrice «senza ombra di dubbio». Il pubblico ministero Giuseppe Falasca ha poi consegnato al collegio presieduto da Maurizio Sacco (giudici a latere Enrico Colagreco e Giulia Colangeli) il certificato di garanzia del Rolex sottratto a Vaccaro. La prossima udienza è stata fissata al 13 dicembre, quando saranno ascoltati gli investigatori della terza sezione della Mobile che si sono occupati delle indagini. Poi arriverà la sentenza.
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