Famiglia arrestata: la figlia di 9 anni dormiva tra pistole e panetti di droga

23 Aprile 2024

Durante il blitz dei carabinieri, all’interno della camera da letto, sono stati trovati un revolver e tre panetti di hashish  Il capofamiglia: «Lo stupefacente è per uso personale e le armi sono per difendermi dai vicini». Ma il giudice non gli crede

SAN GIOVANNI TEATINO. La figlia di nove anni dormiva tra panetti di droga e pistole, una delle quali persino carica. I due genitori di San Giovanni Teatino finiti in manette venerdì scorso, insieme all’altro figlio di 17 anni, non si facevano alcuno scrupolo pur di portare avanti le loro attività illecite. È quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri della stazione di Sambuceto, coadiuvati dalla sezione operativa della compagnia di Chieti. Quando i militari, su decreto firmato dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, hanno iniziato a perquisire l’abitazione, davanti ai loro occhi si è presentata una scena allarmante: la bambina era solita trascorrere la notte nella camera da letto della madre e del padre, dove sono stati trovati gli stupefacenti e le armi. La piccola è stata affidata ai servizi sociali del Comune di San Giovanni Teatino.
IL MATERIALE SEQUESTRATO
Più nel dettaglio, il capofamiglia ha cercato di nascondere – senza però riuscirci – un revolver a tamburo calibro 22, già carico con otto cartucce. Una pistola a forma di penna era custodita in un cassetto del comodino, mentre in un armadio sono stati sequestrati tre panetti di hashish, del peso complessivo di poco più di 300 grammi, e 120 bustine per il confezionamento. Il minorenne, alla vista dei militari, ha inscenato un goffo tentativo di farla franca infilando nella tasca della tuta un altro panetto di hashish del peso di 75 grammi. Il ritrovamento di tre coltelli sporchi di droga e di una bilancia elettronica con tracce della stessa sostanza hanno completato il quadro.
L’INTERROGATORIO
Ieri mattina, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino ha convalidato l’arresto della coppia, inizialmente finita in carcere, considerando sussistenti i gravi indizi di colpevolezza. Nei confronti del capofamiglia sono stati disposti i domiciliari con il braccialetto elettronico, mentre la moglie è stata sottoposta all’obbligo di dimora a San Giovanni Teatino. L’uomo si è difeso sostenendo che la droga fosse per uso personale con l’obiettivo di alleviare le conseguenze di alcune patologie di cui soffre. Quanto alle armi, l’indagato ha dichiarato di esserne in possesso per motivi di autodifesa, poiché preoccupato per le possibili azioni di alcuni vicini di casa che lui reputa violenti. La sua versione è stata ritenuta non credibile dal giudice. Se da un lato, infatti, il quantitativo di stupefacenti è tutt’altro che risibile, dall’altro l’arrestato non è estraneo al circuito illegale delle armi.
I PRECEDENTI
Nel 2001 fu arrestato dopo che i carabinieri gli trovarono un arsenale nascosto sotto il letto (un fucile da caccia calibro 12 con canne sovrapposte, una pistola a tamburo calibro 6 e un coltello a serramanico di genere proibito con la lama lunga 25 centimetri). Nel 2017, l’uomo finì un’altra volta in manette per aver fatto passare i guai ai componenti di una famiglia che abitava a pochi metri dalla sua, al punto da usare più volte un’arma, seppure ad aria compressa, per colpirli, e un coltello per minacciare di «sbudellare» tutti. Il pm aveva chiesto la conferma del carcere per entrambi gli indagati.
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