Famiglia nel bosco, parla il legale di Veruska D’Angelo: “Assistente sociale non sostituita ma affiancata”

L’avvocato della funzionaria: «L'incarico resta suo, il team è stato implementato con psicologi». Udienza al collegio di disciplina fissata per il 14 dicembre
PESCARA. Veruska D'Angelo, l'assistente sociale che a Palmoli segue la vicenda della famiglia nel bosco sin dall'inizio, «non è stata sostituita e finché qualcuno non la toglierà è ancora assegnata all'incarico». Lo afferma all'Ansa il suo legale, l'avvocato Luca Bauccio, che precisa: «È stato implementato il team» delle figure coinvolte, con l'aggiunta di altri professionisti, psicologi compresi, all'équipe che segue il caso.
La precisazione arriva dopo l'annuncio dell'avvocato Simone Pillon, difensore dei genitori, che aveva indicato in Giuseppina Tittaferrante la nuova assistente sociale del caso: «Dopo numerosi solleciti», ha spiegato, «abbiamo finalmente ricevuto la convocazione, da parte di una nuova assistente sociale, per un incontro finalizzato a concordare le modalità di graduale rientro dei minori come previste dal Tribunale».
Sul procedimento disciplinare aperto dal collegio di disciplina dell'Ordine degli assistenti sociali dell'Abruzzo, per la presunta violazione di sei articoli del codice deontologico, Bauccio non arretra: «Per fortuna è stato avviato, è un'occasione preziosa per dimostrare come stanno le cose». C'è stata un'audizione al Consiglio di disciplina il 18 luglio scorso, ricostruisce il legale, un «procedimento a nostra tutela, ci ha dato la possibilità di documentare ogni passaggio» attraverso memorie. L'udienza è fissata al 14 dicembre. «Non temiamo la decisione del Consiglio di disciplina», conclude, «ci siamo comportati in modo corretto, non abbiamo mai alterato nulla, abbiamo prodotto memorie».
L’avvocato respinge anche l'accusa di inerzia dopo l'ordinanza del Tribunale sul ricongiungimento: «Un'altra clamorosa menzogna è che la mia cliente sarebbe rimasta colposamente inattiva dopo l'ordinanza del Tribunale». Secondo Bauccio, «Pillon ha confuso la data dell'ordinanza, 31 luglio, con quella della notifica, 31 agosto»: al 5 settembre, pochi giorni dopo la notifica, non si potrebbe parlare di inadempienza. «È solo una polemica strumentale, solo propaganda contro le istituzioni, la mia assistita è vittima di una persecuzione ad personam». In questi giorni, precisa, l'ufficio cui fa capo l'assistente sociale «si è attivato per dare riscontro» alle disposizioni del Tribunale per i minorenni.
Contro D'Angelo, aggiunge il legale, sono state dette e scritte «fandonie». «La mia assistita è stata anche accusata, in un esposto, di aver inventato la storia dell'avvelenamento, ma abbiamo provato con documenti scritti che a lei l'informazione arrivò dal sindaco di Palmoli».
Poi l'affondo: «A nessuno tra quelli che hanno montato questa speculazione, politici soprattutto, interessa dei bambini. Nessuno ha mostrato di conoscere realmente la situazione, tutto è stato fatto per alimentare la propaganda, non interessava a nessuno se i bimbi vivessero in condizioni adeguate o meno, sono diventati giudici dei giudici e l'assistente sociale diventava un colpevole perfetto».
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