Palmoli

Famiglia nel bosco, la storia scoperta dal Centro finisce sui giornali di tutto il mondo

29 Novembre 2025

Dall’Inghilterra alla Nuova Zelanda, sotto la lente lo stile di vita «off-grid». The Guardian: «Vicenda che divide l’Italia». Le interviste anche sul Times

PALMOLI. Il caso di Palmoli non è più solo una cronaca locale. È diventato un incidente diplomatico, un dibattito culturale, una notizia che rimbalza da Londra a Sydney. «Proteste in Italia dopo che il tribunale ha allontanato i figli di una coppia anglo-australiana che viveva isolata dalla rete elettrica»: è questo il titolo scelto dal quotidiano britannico The Independent per raccontare una vicenda, scoperta dal Centro, che ha valicato i confini nazionali e sta facendo il giro del mondo.

L’attenzione della stampa internazionale si concentra su un concetto preciso: «off-grid». Il termine, che indica la scelta radicale di vivere scollegati dalle reti di servizio pubblico, domina il racconto all’estero. Anche il The Guardian dedica ampio spazio alla vicenda definendola «il caso che divide l’Italia», mentre il Times dà voce direttamente alla madre, Catherine Birmingham, riportando la sua accusa nel titolo: «Ci hanno portato via i bambini perché viviamo fuori dalla rete elettrica, dice una coppia che vive nella natura selvaggia». A finire in prima pagina è lo scontro tra due modelli di vita.

La risonanza è tale che anche l’agenzia di stampa Reuters ha battuto la notizia, fornendo un contesto fondamentale per i lettori d’oltremanica: i riflettori delle autorità italiane si erano accesi sulla famiglia già l’anno scorso. Il punto di svolta, spiegano le corrispondenze estere, è stato il ricovero d’urgenza dell’intero nucleo familiare per un avvelenamento da funghi. È da quel momento che i carabinieri e i servizi sociali hanno iniziato quegli approfondimenti che hanno portato al provvedimento del tribunale per i minorenni.

L’eco della storia ha attraversato gli oceani, arrivando fino alla terra d’origine di Catherine. Il quotidiano australiano ABC News ha ripreso lo sfogo affidato dal padre Nathan Trevallion al nostro giornale, riportando quella frase che riassume il dramma umano oltre la battaglia legale: «La rimozione dei bambini è stata la notte peggiore della mia vita».

Ma la vicenda ha innescato anche un cortocircuito politico che la stampa straniera osserva con attenzione, sottolineando l’intervento dei vertici del governo italiano. The Irish Times riporta che «la premier italiana di estrema destra, Giorgia Meloni, ha espresso l’allarme per l’affidamento dei minori». La presidente del Consiglio ha attivato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, incaricandolo di valutare se vi fossero i presupposti per l’invio degli ispettori.

Ancora più duri i toni del vicepremier Matteo Salvini, che secondo la testata irlandese ha paragonato l’allontanamento a un «sequestro di persona». Il New Press Now aggiunge dettagli sull’agenda del ministro dei Trasporti, riportando la sua dura critica all’intervento dello Stato: Salvini ha annunciato l’intenzione di visitare personalmente la casa della famiglia la prossima settimana. Parlando venerdì ai giornalisti alla Biennale di Venezia, ha definito «assurdo» che lo Stato entri nel merito dell’istruzione privata e delle scelte di vita personali di due genitori che avevano visto nell’Italia un paese ospitale, per poi ritrovarsi i figli portati via.

Il quadro che ne esce è quello di uno scontro istituzionale e culturale. Il New Zealand Herald titola senza mezzi termini: «Lite dopo che il tribunale in Italia divide la famiglia inglese-australiana che vive nei boschi allontanando i tre bambini». E mentre la diplomazia e la politica discutono, l’opinione pubblica mondiale si mobilita. Il settimanale americano People, solitamente attento alle vite delle celebrità ma sensibile alle storie di interesse umano, registra la dimensione del supporto popolare: «Una petizione online a sostegno della famiglia, pubblicata tramite Change.org, ha raccolto circa 140.000 firme fino a lunedì 24 novembre».

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