Fara San Martino si ferma per accogliere Paolo, l’alpinista morto in Nepal: «Per sempre con noi»

Tutto il paese mobilitato per l’ultimo saluto. Le ceneri dell’uomo in Comune. Oggi i funerali. Fra i suoi progetti un parco eolico
FARA SAN MARTINO. La sala consiliare era talmente piena che in tanti sono rimasti lungo le scale. Addossati al muro, per due piani di scale, pur di portare il loro saluto all'alpinista-fotografo 41enne, ex vicesindaco di Fara San Martino, Paolo Cocco. L'urna con le sue ceneri al centro della sala, i genitori Lussi Fadda e Domenico Cocco seduti in prima fila, mano nella mano per tutto il tempo, il fratello Flavio con la moglie Karen vicino a loro e poi una folla in lacrime. Il sindaco Antonio Tavani, legato a Paolo da grande amicizia, ha organizzato un'ora e mezzo di saluti, ricordi e promesse. La prima: portare avanti uno degli ultimi progetti di Paolo, come la realizzazione di un mini-impianto eolico in un villaggio del Nepal a 4mila metri di altezza. Per il Nepal Paolo era partito a fine ottobre insieme all'amico fraterno Marco Di Marcello: dovevano scalare il Dolma Khang sull’Himalaya, una valanga li ha travolti lo scorso 3 novembre.
Il corpo di Paolo è stato ritrovato, quello di Marco - i cui genitori insieme al resto della famiglia erano presenti a Fara - no. Il sindaco Tavani e la madre Lussi sono andati sino a Kathmandu per riprendersi Marco. Hanno fatto cremare il corpo e lo hanno riportato a casa. Oggi alle 15 ci sono i funerali, ieri c'è stata una commemorazione a cui in tanti hanno voluto partecipare. Perché Paolo ha lasciato tanto di sé a molti, un amore che ora è tornato indietro e dà forza alla famiglia per andare avanti, come ha detto il fratello Flavio nel suo intervento. L'ex sindaco Giuseppe Di Rocco ha ricordato l'impegno di quel vicesindaco «trentenne e pimpante» con cui non ci si riusciva ad arrabbiare. Il presidente del consiglio comunale Tonino Di Maio ne ha sottolineato «il senso profondo della comunità nell'impegno civile». La presidentessa del centro per disabili Arca, Stefania Tonti, ha ricordato come Paolo avesse «sempre un momento da dedicare ai nostri ragazzi».
Tra le passioni di Paolo, come ha ricordato Tavani che introduceva i diversi interventi, c'era anche il basket. E per il Fara Basket ha preso la parola Natale Consalvi, uno dei giocatori più giovani. Bella l'immagine delle divise di tutti i cestisti appese ad asciugare ai balconi di casa Cocco: Paolo, che organizzava tornei con squadre anche di fuori regione, tra una cosa e l'altra, le riportava tutte a casa e le faceva lavare da mamma Lussi. L'amica di famiglia Patrizia Politi ha richiamato anche la perdita del fratello Stefano, strappato alla famiglia 21 anni fa da una malattia: «Un dolore ingiusto ed enorme», ha detto, «ma Paolo non si è chiuso dentro quel dolore, scegliendo di amare di più».
Il presidente del gruppo podistico La Sorgente, Pietro Barbierato, ha portato alla famiglia una maglietta dell'ultima manifestazione: la grafica l'aveva ideata Paolo. A lui si rivolgeva per le locandine anche la presidente dell'associazione teatrale "Il Cappello Magico" Ivana Di Sebastiano, «e lui c'era sempre, per tutti». E poi ancora la dipendente comunale Ivana Sciarra, le cugine Simona Di Cecco e Sandra Fois, gli amici Peppe D'Antonio e Adele Garzarella: tutti hanno portato il loro ricordo, fino all'intervento tra le lacrime della fidanzata tedesca Rebecca, consolata dall'abbraccio di mamma Lussi.
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