Febbo non si arrende sull’ospedale

9 Aprile 2017

Il consigliere forzista contro la Regione: «Vuole depotenziare la sanità teatina»

CHIETI. «Mille giorni di chiacchiere per non portare a casa nulla sul project financing per l’ospedale teatino. Lo scopo è chiaro: tergiversare per non risolvere i problemi. Cosicché quando sarà il momento di decidere quale dei due ospedali, tra Chieti e Pescara, innalzare di livello, Chieti avrà la peggio. E, come per un effetto a catena, le cliniche si sposteranno a Pescara e la sede teatina dell’ateneo D’Annunzio perderà il cuore dell’università, vale a dire la ex facoltà di Medicina. Il tutto a favore di Pescara». È chiaro e diretto come al solito il consigliere regionale Mauro Febbo che ieri, insieme ai consiglieri comunali e provinciali Emiliano Vitale, Maurizio Costa e Maura Micomonaco, è tornato ad accusare il presidente della Regione Luciano D’Alfonso di voler depotenziare la sanità teatina a favore di quella pescarese. Febbo è ripartito dal verbale della riunione del 13 marzo scorso sul project financing, la riunione, sostiene, «epurata da tutti i funzionari che si erano detti contrari o comunque avevano sollevato perplessità sul project». Secondo Febbo, infatti, da quel verbale «emerge un atteggiamento arrogante e sconclusionato assunto dalla Regione circa la procedura per realizzare il nuovo ospedale». Il consigliere, che è anche presidente della Commissione regionale di vigilanza, lamenta l’inesistenza di risposte ufficiali su questioni fondamentali. Come l’esito dei colloqui di D’Alfonso con il presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati, circa il problema con la Provincia di Vicenza in merito al rispetto delle norme di collocazione al lavoro dei disabili da parte della ICM SpA, una delle società del gruppo che ha proposto il project, «ragione per cui», dice Febbo, «il responsabile unico del procedimento non potrebbe attestare la compiutezza documentale». Altri punti interrogativi riguardano «l'atto istitutivo di un apposito organo collegiale tecnico vista la volontà della Regione di avocare a sé la competenza della procedura di 'pubblico interesse'; sapere da parte del direttore generale della Asl se è stata costituita, e da chi è composta, la Commissione per valutare nel merito la proposta del project financing sul piano tecnico ed economico-finanziario; come mai non è stato più costituito il pool di tre esperti in materia giudico-amministrativa previsto nell'incontro del 29 dicembre 2016». Secondo Febbo, infine, «il termine e le condizioni per dichiarare la pubblica utilità del progetto sono ormai scaduti e rendono inadeguata qualsiasi ulteriore valutazione da parte degli organi che D'Alfonso chiama in causa». (a.i.)