Febo: alle porte di un disastro e noi lo avevamo detto

8 Agosto 2015

CHIETI. «Altro che predissesto. Di Primio sta raccontando altre frottole ai cittadini di Chieti perché il dissesto finanziario dell’ente è quanto mai alle porte». Luigi Febo spara a zero sul sindaco...

CHIETI. «Altro che predissesto. Di Primio sta raccontando altre frottole ai cittadini di Chieti perché il dissesto finanziario dell’ente è quanto mai alle porte». Luigi Febo spara a zero sul sindaco e annuncia. «I revisori, nella loro relazione al rendiconto 2014, hanno certificato» dice Febo, «anche il mancato rispetto del Patto di stabilità del Comune che porterà a sanzioni pesantissime e, a questo punto, ad un dissesto quasi inevitabile». Questo perché, secondo Febo, la situazione di cassa di palazzo d’Achille è addirittura peggiore dei 20 milioni di euro di disavanzo che ballerebbero a fine riaccertamento dei residui. Operazione contabile che approderà presto al vaglio del consiglio. «Lo scoglio difficilmente superabile sarà rappresentato dal prossimo bilancio di previsione 2015 soprattutto alla luce dei nuovi principi contabili. Bilancio che, peraltro, avrebbe», precisa Febo, «già dovuto essere varato il 31 luglio. In tal senso ci chiediamo se il segretario generale abbia provveduto a diffidare la giunta». Il consigliere Febo ricorda come la difficile situazione finanziaria del Comune sia sta denunciata dall’opposizione tre anni fa e dal ministero dell’Economia e finanze in un’apposita relazione. «Gli unici che insieme a noi hanno fatto silenziosamente e umilmente il proprio lavoro sono stati i revisori dei conti che hanno sempre suggerito iniziative per raddrizzare i conti comunali. Invece, malgrado il collegio sia stato nominato per due terzi dalla maggioranza, ha ricevuto in cambio», attacca Febo, «solo improperi. Ora siamo arrivati al collo dell’imbuto e tutte le bugie propinate dall’amministrazione del sindaco Di Primio negli ultimi anni e in campagna elettorale, grazie ai nuovi principi contabili introdotti a partire dal corrente anno, stanno per essere smascherate».(j.o.)