Ferrara: ecco le mie idee su lavoro, sanità e sociale

3 Settembre 2020

Davanti a 300 persone il candidato Pd parla di proposte senza attacchi «Sarò sempre dalla parte dei lavoratori, difenderò gli autisti della Panoramica»

CHIETI . La diversa cifra del candidato sindaco del centrosinistra si vede subito fin dal primo comizio di ieri sera in piazzale Marconi allo Scalo. A differenza dell’avversario di centrodestra, l’unico sinora ad aver tenuto un comizio, Ferrara sceglie di non essere il solo a parlare. Il microfono viene lasciato prima a quattro suoi candidati: una sindacalista e storica anima della sinistra teatina come Alberta Giannini, donna di lotta e di memoria, un uomo che ha vissuto da vicino l’unica esperienza di governo di centrosinistra come Marco Di Gregorio, una giovane ricercatrice come Silvia D’Ortenzio e un candidato espressione della politica tradizionale come Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Partito democratico. Poi, bottiglietta d’acqua e mascherina in mano, il candidato sindaco ha preso la parola di fronte a circa 300 persone, tra cui anche il capogruppo Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci.
Mezzora di proposte per la città con pochissimo spazio alla polemica. «Per chi si aspettava attacchi agli altri candidati sindaco, mi dispiace», dice apertamente Ferrara, «non è il mio stile». Ma alza la voce e si indigna quando parla di lavoro, «sarò sempre dalla parte dei lavoratori, come nel caso degli autisti della Panoramica che prenderanno 350 euro al mese nel silenzio dell’amministrazione», o di altri temi cari come la difesa dei più deboli e la sanità. Ferrara promette anzitutto una «ricognizione minuziosa delle risorse finanziarie del Comune» e la creazione di «un settore delle politiche comunitarie per intercettare fondi europei».
Poi affronta il problema delle politiche sociali e, per quanto riguarda le famiglie con problemi di handicap dice che ha «già individuato una struttura per il Dopo di noi, che sarà aperto non in periferia ma nel centro urbano». La casa famiglia per accogliere i disabili individuata dall’attuale amministrazione si trova invece in periferia. «Il sostegno ai più deboli, la sussidiarietà, l’inclusività noi di centrosinistra ce l’abbiamo nel cuore», dice in uno dei passaggi più politici del comizio. Poi presenta i progetti per il decoro della città, per la viabilità, per la promozione del turismo, in particolare di quello culturale. «La cura della città», continua, «passa anche attraverso un nuovo piano regolatore, ora fermo al 1970. Avere cura della città è guardare anche al futuro, per i nostri nipoti voglio una città verde, ecosostenibile, con piani di adattamento ai cambiamenti climatici».
E poi ecco il tema della sanità con i problemi del Santissima Annunziata: «Che fine hanno fatto i progetti già finanziati sull’ospedale?», chiede alzando i toni del comizio e raccontando episodi vissuti da medico non edificanti per la sanità teatina. Il comizio si chiude con la bella immagine del nipotino che corre incontro al nonno candidato sindaco per il primo abbraccio a cui seguiranno i tanti altri attestati di stima da parte dei presenti.
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