Ferrovia, approvata la variante: «Ora va rivisto tutto il progetto»

Il consiglio comunale dà l’ok alla delibera: adesso si attende il parere della Regione e dei tecnici di Rfi Decisivo il lavoro della commissione che ha studiato le criticità: vogliamo salvare le case dei cittadini
CHIETI. Il consiglio comunale ha dato il via libera alla variante sul progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Pescara-Roma. La delibera, come prevedibile, è stata approvata ieri durante la riunione straordinaria del consiglio. Erano presenti in aula anche i comitati dei cittadini e alcuni rappresentati dei Comuni di San Giovanni Teatino e Manoppello. La nuova proposta punta a superare le criticità di natura ambientale sollevate dai tecnici di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Italferr. Ora la palla tornerà proprio a Rfi, chiamata a esprimersi sulla nuova proposta che adesso gode del sostegno del consiglio comunale. Ci sarà una nuova valutazione dell’impatto ambientale della variante, preliminare alla convocazione della conferenza dei servizi. Ma nel frattempo il consiglio comunale attende segnali anche dalla Regione e si mostra compatto.
Cosa prevede la variante
La variante studiata dal Comune di Chieti chiede ai progettisti di Rfi di delocalizzare il raddoppio dei binari sulla linea che va verso l’interporto, anziché passare in mezzo a Brecciarola e Manoppello abbattendo le case. I progettisti, però, inizialmente avevano sollevato problemi di natura ambientale contro questa soluzione, sostenendo che la linea ferroviaria avrebbe attraversato le aree di esondazione del fiume Pescara e, dunque, il percorso non sarebbe stato sicuro.
La soluzione trovata dal Comune è quella di ampliare le aree di esondazione del fiume a monte dell’interporto, in modo da garantire il passaggio in sicurezza della linea ferroviaria. Per superare queste criticità, è stato decisivo il lavoro della Commissione sulla ferrovia che ha studiato le carte nei dettagli.
La commissione
«Ci siamo confrontati su tutti gli effetti che l’attuale progetto potrebbe portare all’ambiente», ha detto il presidente della commissione e consigliere comunale Vincenzo Ginefra, «nonché alle attività commerciali della città e siamo andati a fondo alla documentazione urbanistica aggiornata di cui, purtroppo, il progetto di Rfi non ha tenuto conto. La delibera supporta la posizione dell’amministrazione che per tre volte ha già dato il suo diniego alla stesura attuale del progetto, al momento supportata anche dalla delibera della Regione che ha finalmente riconosciuto la bontà della proposta teatina con la variante dei cittadini, che peraltro ci accomuna anche al Comune di Manoppello».
La soluzione approvata ieri in consiglio comunale tiene insieme anime diverse: dalle voci dei cittadini a quella della Soprintendenza.
«Abbiamo vagliato anche gli aspetti ambientali», prosegue Ginefra, «essendo la ferrovia nel pieno di aree particolari e siti di interesse regionale a causa della necessaria bonifica. Ora siamo, pronti a entrare nella fase più saliente del confronto, in attesa che il progetto abbia l’ok dal punto di vista ambientale e si svolga la conferenza dei servizi a cui approderanno tutti i documenti prodotti, nella speranza che la posizione della Regione, finalmente apertasi ai dubbi e alle istanze dei territori, possa trovare riscontro e convincere Rfi ad apportare le modifiche studiate con i territori».
I PROSSIMI PASSI
Il lavoro certosino della commissione, di cui fanno parte anche i consiglieri comunali Silvia Di Pasquale, Alberta Giannini, Silvio Di Primio, Damiano Zappone, Luca Amicone, Barbara Di Roberto, ha evidenziato i principali punti critici del progetto di Rfi che, stando ai consiglieri aveva tenuto conto di «una documentazione urbanistica che non rispecchia l’attuale conformazione del territorio». Ora la palla torna nelle mani di Rfi e Italferr.
Ma nel caso in cui non si riuscisse a bloccare il progetto iniziale così come è stato ideato, la delibera dà indirizzo alla giunta comunale «di riservarsi sin da ora di individuare ogni mezzo di natura tecnico-giuridica affinché il progetto proposto venga contestato e opposto in ogni sede competente».
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