Figli costretti a fare sesso tra loro Chiesto il processo per i genitori

8 Settembre 2024

La vicenda in un paese del Medio Vastese scoperta grazie ai racconti dei 4 ragazzi, tutti minorenni Il papà che abusava dei piccoli è accusato anche di maltrattamenti con l’aggravante dell’ubriachezza

VASTO. Costringeva i figli a fare sesso con lui e fra loro. Quattro minori del Vastese avrebbero subito gravi abusi in famiglia. È una storia terribile quella che vede come protagonisti quattro bambini costretti a compiere atti sessuali fin dalla loro tenera età. Il padre li costringeva a fare sesso ed ad assistere ai sui rapporti intimi con la moglie. Una storia raccapricciante venuta a galla grazie ai racconti che i piccoli facevano e che sono stati confermati a chi si sta prendendo ora cura di loro. Il pubblico ministero del tribunale di Vasto, Silvia Di Nunzio, ha chiesto il rinvio a giudizio per i genitori, un 42enne e una 38enne: sono accusati di violenza sessuale in concorso. Rischiano da sei a dodici anni di carcere. All'uomo è contestato anche il reato di maltrattamenti in famiglia con l'aggravante dello stato di ubriachezza.
I 4 figli sono stati allontanati dalla coppia. Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila li ha affidati a un istituto in vista di una possibile futura adozione. Un pool di esperti cercherà di aiutarli a cancellare i momenti bui che hanno vissuto. L'udienza preliminare per la coppia si terrà a ad ottobre. A difendere la coppia saranno l'avvocato Raffaele Giacomucci e Domenico Manzi. Il compito dei due difensori si presenta arduo. Giacomucci, che difende la donna, non intende per il momento commentare. Secondo le indagini coordinate dal pm, il padre avrebbe costretto più di una volta i figli a subire rapporti sessuali. L'uomo avrebbe minacciato di percuoterli qualora si fossero rifiutati. Sempre con la violenza costringeva l'unico figlio maschio a consumare rapporti sessuali con due delle tre sorelle obbligandoli ad imitare scene di film pornografici che erano costretti a vedere. In base alle accuse della procura l'uomo avrebbe palpeggiato la figlia minore costringendo la bambina ad avere rapporti sessuali. In altre occasioni A.S. avrebbe praticato l’autoerotismo dopo aver visto film pornografici e i figli sarebbero stati obbligati assistere alla scena. La madre è ritenuta anche lei colpevole dell'inferno patito dai figli «in quanto», si legge nel capo d'imputazione, «consapevole delle condotte del marito». Eppure la donna ha sempre taciuto quello che accadeva fra le mura domestiche. Al contrario, anziché riferire le violenze all'autorità giudiziaria o alle forze dell'ordine, avrebbe agevolato la condotta del marito, provocando in questo modo un grave danno fisico e psicologico ai figli.
I fatti riportati con dovizia di particolari in un lungo e analitico fascicolo sarebbero avvenuti in un paese del Medio Vastese e scoperti nel maggio scorso. Più che un padre, l'uomo per mesi sarebbe stato un aguzzino per i figli. Drammatico il loro racconto. A.S. maltrattava i bambini sottoponendoli a continue sofferenze fisiche e umiliazioni morali, percuotendoli in più occasioni con l'utilizzo di cinte e scarpe di cuoio, chiudendoli in una stanza buio per molto tempo. Nella memoria dei piccoli è ancora viva l'ultima festa dell'Epifania nel corso della quale, dopo aver fatto sedere i figli davanti al camino acceso avrebbe lanciato addosso a loro pezzi di carbone ardenti deridendoli. Tutto questo con l'aggravante di aver commesso il fatto in stato di ubriachezza. Anche dalle indagini del magistrati del Tribunale dei minorenni è emerso che all’interno della loro famiglia sarebbero stati esposti a scene di natura sessuale. Due dei fratellini addirittura sarebbero stati costretti a fare sesso fra loro. A ottobre la toccherà alla difesa smontare la montagna di accuse raccontando la versione degli indagati.
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