Focolaio in ospedale Positivi in diciassette tutti senza sintomi

17 Dicembre 2020

ATESSA. Undici pazienti ricoverati nel reparto di riabilitazione dell’ospedale di Atessa e sei operatori sanitari sono positivi al coronavirus. Sono tutti asintomatici. Dal secondo piano del San...

ATESSA. Undici pazienti ricoverati nel reparto di riabilitazione dell’ospedale di Atessa e sei operatori sanitari sono positivi al coronavirus. Sono tutti asintomatici. Dal secondo piano del San Camillo i pazienti positivi sono stati subito trasferiti al terzo piano che ospita la Medicina Covid-19, mentre gli operatori sono in isolamento domiciliare.
«Ha funzionato il sistema adottato per separare e filtrare le diverse unità operative, che ha impedito l’estensione del contagio agli altri reparti dell’ospedale» fa sapere in una nota la direzione dell’Azienda sanitaria locale Lanciano-Vasto-Chieti. I locali della Riabilitazione sono stati sanificati e i pazienti risultati negativi al tampone molecolare sono precauzionalmente sistemati in stanze singole, in attesa del secondo tampone di controllo che sarà eseguito questa mattina. Se quest’ultimo risulterà negativo, cesseranno l’isolamento e l’unità operativa potrà accogliere nuovi ricoveri, al momento sospesi. I pazienti si trovavano tutti in Riabilitazione in seguito a interventi ortopedici per fratture e protesi. Il tampone molecolare eseguito all'ingresso era risultato per tutti negativo. I successivi controlli in fase di degenza hanno poi rivelato la positività al coronavirus.
Sull’ospedale di Atessa interviene il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), vicepresidente della commissione sanità: «L’ospedale di Atessa tornerà ad essere un ospedale di area disagiata e non più un ospedale Covid-19, almeno secondo quanto ha affermato ieri l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì (Lega) nel corso delle audizioni per il Defr. Una notizia che auspicavamo da tempo e che mi rende felice ma viene da chiedersi se sia l’ennesima promessa vuota. Quindi, secondo l’assessore, oggi un ospedale che ha reparti contaminati dal Covid -19 dovrebbe essere finalmente collocato in quella che era la sua destinazione iniziale: ospedale di area disagiata. Ma viene da chiedersi», conclude Taglieri, «se prima di lanciarsi in simili affermazioni si sia tenuto conto della sicurezza dei pazienti e del personale sanitario». (m.d.n.)
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