Fondi al Mastrogiurato, è polemica

Orecchioni replica a Monticelli: in ritardo non è il Comune, bensì la Regione
LANCIANO. «Respingo al mittente le affermazioni del consigliere regionale Luciano Monticelli che attribuiscono al Comune le responsabilità del ritardo nei pagamenti del contributo al Mastrogiurato. Il Comune è pronto a firmare qualsiasi atto deliberativo a favore dell’associazione, non appena saranno disponibili i fondi e siglata la convenzione con la Regione». L’assessore alle finanze del Comune di Lanciano, Carlo Orecchioni, entra così nella discussione nata dopo le dimissioni di Danilo Marfisi. Una scelta sofferta dovuta alla mancata erogazione, dopo un anno, dei fondi regionali 2017 per il Mastrogiurato. Marfisi, senza indicare un “colpevole”, segnalava che «la mancata erogazione porta disagi pesanti e non più tollerabili». La Regione ha risposto all’appello dicendo, tramite Monticelli, di «aver gestito le procedure per l’erogazione dei contributi al Mastrogiurato in modo corretto» e scaricando le colpe sul Comune, «che deve liquidare la somma». Il Comune ribadisce, invece, di avere le mani legate. «Come amministrazione siamo sempre stati vicini all’associazione», precisa Orecchioni, «i fondi deliberati nel 2017 dalla Regione sono contributi diversi da quelli tradizionalmente erogati al Comune, che sono finalizzati e diretti, tant’è che nel nostro bilancio esisteva già un capitolo riservato al contributo regionale in entrata ed uscita a favore del Mastrogiurato. Quello dei fondi Par-Fas è un finanziamento europeo con un iter diverso e molto più complesso del solito. Per avere il contributo servono lo strumento di attuazione diretta, insieme alle schede di “concessione regolante i rapporti tra Regione e soggetti concessionari”, approvati dalla giunta regionale solo il 3 agosto scorso. Inoltre la convezione deve essere ancora firmata tra Regione e Comune, e questo avverrà domani. Poi potremo iscrivere nel bilancio la somma: il 30% subito, il resto entro il 31 dicembre. Mi chiedo allora se è proprio vero che sia il Comune in ritardo e non l’ente che deve erogare i soldi, cioè la Regione». (t.d.r.)

