Fontacciano, 64 anni fa la tragedia in galleria

13 Maggio 2020

Roccascalegna. Il sindaco ricorda il sacrificio di sei operai morti a causa di un’esplosione di gas

ROCCASCALEGNA. «Non bisogna mai dimenticare chi per il lavoro ha dato la vita». Ieri, dopo 64 anni, è stato il sindaco Domenico Giangiordano a scoprire il velo dell’oblio sulla tragedia di Fontacciano nella quale morirono sei operai in una galleria.
All’alba di 64 anni fa quegli entrarono nella galleria Fontacciano della costruenda diga del lago del Sangro, più conosciuto come lago di Bomba. Mai più avrebbero rivisto il sole i sei operai, vittime di un’esplosione di gas grisou. I loro nomi sono scolpiti all’ingresso della galleria: Antonio Persoglio e Vincenzo Di Giovannangelo di Roccascalegna, Agostino Cipressi di Manoppello, Domenico Di Bartolomeo di Chieti, Giovanni Mattioli di Ripa Teatina, Emilio Sparvoli di Caldarola-Macerata. La diga venne progettata nel 1950 dietro domanda dell’Acea, che richiedeva l’utilizzo delle acque del Sangro per alimentare una centrale elettrica. I lavori iniziarono nel 1956 e terminarono nel 1962. Costruita per la derivazione idrica dalla diga, la galleria di Fontacciano ha un diametro di 4 metri ed è lunga 4 chilometri. Lungo la galleria era stata trovata, nei primi giorni del maggio del 1956, una vena di gas solido (grisou) che si era formato per la presenza nella zona di acqua sulfurea. La cosa era stata segnalata ma, in attesa di provvedimenti, si continuò a lavorare e quel maledetto 12 maggio del 1956 una scintilla causò un’esplosione uccidendo sei dei sette operai al lavoro. «È doveroso ricordare il sacrificio di questi uomini morti nell’adempimento del dovere», afferma Giangiordano, «cercavano nel duro lavoro in galleria la speranza di una vita migliore per le loro famiglie». (m.d.n.)