Forte “abbraccia” i parroci: il nostro servizio è sacrificio

31 Maggio 2020

Celebrata la messa crismale saltata a Pasqua tra mascherine e distanze di sicurezza L’arcivescovo ricorda il prete morto per Covid: «Questo è un tempo di prova per tutti»

CHIETI. Ingressi contingentati, con posti assegnati in base alle foranie (raggruppamenti di parrocchie), niente paramenti dorati che ogni anno venivano forniti dalla cattedrale, ma abiti bianchi di proprietà, mascherine e distanze. Anche la messa crismale si è svolta secondo un rigido cerimoniale anti Covid. L’appuntamento dedicato a tutto il clero della diocesi, che in genere riempiva in ogni angolo la cattedrale, questa volta ha lasciato molti spazi vuoti. Due sacerdoti per ogni banco, sistemati a loro volta in modo più distanziato. In apertura della cerimonia le prime parole dell’arcivescovo Bruno Forte sono proprio per i sacerdoti colpiti dal virus. Due quelli colpiti in diocesi: don Alfonso Ciaramellano, ricoverato ad Atessa e in via di guarigione, e padre Vincenzo Baldesarra, di Francavilla, morto ad aprile. «Il tempo così difficile della pandemia è stato certamente un tempo di prova per tutti», ha detto l’arcivescovo, «specialmente per le nostre comunità private della partecipazione all’eucarestia domenicale».
La messa crismale, celebrata ogni anno per rinnovare le promesse sacerdotali, avrebbe dovuto tenersi durante la Settimana santa. Monsignor Forte ha deciso di celebrarla ieri mattina in cattedrale, alla vigilia della Pentescoste, con presenze limitate e trasmessa in diretta su Rete8. Ai suoi sacerdoti ha ricordato i valori della consacrazione, del sacrificio e della missione. Un triplice messaggio per rinnovare «il dono della consacrazione e l’amore come impegno di ogni giorno» altrimenti «rimpianto di tutta la vita». Una frase tante volte ripetuta ai fidanzati, ha ricordato l’arcivescovo, che non vale solo per loro ma anche per chi consacra la propria vita a Dio. Consacrazione che è anche sacrificio, «parola non di moda, idea non attraente», ha sottolineato Forte, «anche se tutti l’abbiamo sperimentato proprio nella pandemia». E in questo consiste anche la missione sacerdotale. L’arcivescovo ha chiuso la cerimonia facendo consegnare ai sacerdoti la lettera pastorale sulla prudenza, «virtù cardinale particolarmente necessaria oggi in tempo di Covid» e il suo nuovo libro sulla liturgia.