Frana del quartiere Sant’Antonio via ai lavori di messa in sicurezza

ATESSA . Iniziati i lavori per mettere in sicurezza la frana di via Rio Falco, quartiere Sant’Antonio, nel versante meridionale del centro abitato di Atessa, frana che ha messo a rischio un tratto...
ATESSA . Iniziati i lavori per mettere in sicurezza la frana di via Rio Falco, quartiere Sant’Antonio, nel versante meridionale del centro abitato di Atessa, frana che ha messo a rischio un tratto della cintura urbana e che, negli anni passati, ha portato allo sgombero di alcune abitazioni. «Si tratta di un lavoro di una certa importanza» afferma il sindaco Giulio Borrelli che aggiunge: «metteremo in sicurezza un intero quartiere che gravita sulla frana di Rio Falco che è storica. Continua il nostro impegno per mitigare e risolvere il rischio idrogeologico nel nostro territorio». L’area, situata nella parte a sud dell’abitato, nella cartografia del Pai è in zona rossa, categoria R4 P3, il grado massimo di pericolosità. Per i lavori di consolidamento del versante Sant’Antonio-Rio Falco, il progetto e la direzione dei lavori sono dell’ingegnere Augusto Giacomo Fantasia, l’amministrazione comunale ha elaborato un progetto generale così suddiviso: intervento da 750 mila euro finanziati dal piano d’investimento regionale con la prima annualità 2019; intervento da 315 mila euro finanziato dalla presidenza del consiglio dei ministri con decreto di ripartizione della quota dell’8 per mille Irpef dell’anno 2017; intervento da 400 mila euro finanziato con fondi Par-Fas 2007-2013. Negli anni passati sono stati realizzati due lotti sullo stesso versante e quello iniziato ieri è suddiviso in più “stralci”. A febbraio 2017 fu ordinato lo sgombero di tre appartamenti, situati in un’unico immobile, per rischio d’inagibilità a Rio Falco. «Oltre a mettere in sicurezza l’area interessata», afferma l’ingegnere Fantasia, «sarà migliorata la viabilità di accesso alla zona e la realizzazione di un parcheggio laterale alla strada». «L'operato della nostra amministrazione», conclude Borrelli, «si è rivelato efficace, anche in questo caso, nel portare avanti le scelte giuste e nel sollecitare la Regione a trovare le opportune fonti di finanziamento».
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