Furti ai bancomat Scena muta dei 4 davanti al giudice

13 Ottobre 2016

VASTO. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i quattro romeni accusati di far parte della gang del “cash trapping”, i furti ai bancomat con l’uso di una forcella. Per mesi i quattro...

VASTO. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i quattro romeni accusati di far parte della gang del “cash trapping”, i furti ai bancomat con l’uso di una forcella. Per mesi i quattro avrebbero derubato i cittadini che prelevavano soldi dal bancomat della banca o dell’ufficio postale. I quattro, assistiti dall’avvocato Raffaele Giacomucci (nella foto), hanno fatto scena muta durante l’interrogatorio. In compenso hanno chiesto la revoca dell’obbligo di dimora per motivi di lavoro. «Per motivi di lavoro devono spostarsi quotidianamente. Con l’obbligo di dimora non possono farlo», spiega il difensore. I giudici si sono riservati di decidere. I furti con la forcella sfruttano una tecnica elementare e nessuno si accorge di nulla. Basta inserire una forcella metallica nello sportellino di fuoriuscita delle banconote. Gli utenti concludono le operazioni di prelievo ma le banconote non escono dallo sportello, che rimane chiuso. A quel punto il cliente, imputando il disguido a un guasto tecnico, solitamente si allontana, deciso a tornare in un secondo momento. A quel punto la gang entra in scena: forza lo sportellino e recupera la forcella e le banconote trattenute. La banda sgominata in Abruzzo è composta di 30 persone, quattro residenti a Vasto. A tutti viene contestata l’associazione a delinquere finalizzata ai furti in danno di persone in procinto di effettuare operazioni ai bancomat. (p.c.)