Furto di strumenti musicali La Procura ottiene 2 arresti

Coppia in carcere dopo la denuncia dei quattro autori del colpo di metà luglio Da un magazzino erano spariti materiali per un valore di 30mila euro
LANCIANO. Sono state arrestate due delle quattro persone denunciate per il furto, commesso alcuni giorni fa, ai danni di un musicista frentano.
Ieri mattina presto sono state eseguite due ordinanze di misura cautelare in carcere nei confronti di Florid Xemati, 18 anni, di origine albanese, e di Stresina Catalin, 23, di nazionalità romena. I due sono ritenuti responsabili del reato di furto in abitazione in concorso, perpetrato la sera del 15 luglio scorso in una contrada di Lanciano, ai danni di E.D.F..
Nella casa del musicista erano stati rubati strumenti musicali, televisori, computer, arnesi da lavoro e altro materiale, per un valore commerciale di circa 30mila euro. La refurtiva era stata recuperata in meno di 24 ore dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura e della caserma di Lanciano.
Alcune ore dopo il furto, infatti, un componente della band derubata aveva notato in giro per il centro, nella zona di piazza D’Amico, tre persone con le chitarre riconosciute come quelle del gruppo. Li aveva fermati reclamando la proprietà degli strumenti musicali, ma i tre se la erano data a gambe.
Il musicista aveva così allertato i carabinieri che, con l’ausilio anche di una pattuglia volante della polizia, erano riusciti a bloccare i tre in un locale di corso Roma, dove era stata rinvenuta e sottoposta a sequestro tutta la refurtiva, del valore di circa 30mila euro, destinata ad essere rivenduta.
I militari avevano poi denunciato a piede libero alla Procura quattro persone, tre di origine rumena e una di origine albanese, per il reato di ricettazione in concorso. Le successive indagini, coordinate dal procuratore capo Francesco Menditto e condotte dagli stessi carabinieri della polizia giudiziaria della procura e della caserma, hanno portato all’individuazione e all’identificazione degli autori materiali del furto i quali, come emerso dall’attività investigativa condotta, avrebbero approfittato delle conoscenze acquisite realizzando alcuni lavori nell’abitazione della vittima.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del pm titolare delle indagini, ha emesso la misura cautelare in carcere a carico dei due giovani, ravvisando un pericolo di reiterazione del reato. Per Xemati e Catalin, difesi dall’avvocato Alfonso Ucci (per il secondo sostituisce il difensore d’ufficio), domani è fissato l’interrogatorio in carcere.
Stefania Sorge
©RIPRODUZIONE RISERVATA

