Futuro più incerto per la Honeywell

Atessa. Dopo il vertice al Mise aumentano le preoccupazioni dei sindacati: «Ma sentiamo vicini Regione e Comuni»
ATESSA. C’è molta preoccupazione tra i sindacati e le maestranze della Honeywell, colosso del settore automotive per la costruzione di turbocompressori per auto di media e alta cilindrata. All’indomani dell'incontro al Mise (ministero dello Sviluppo economico), che doveva servire per rassicurare sul futuro dello stabilimento almeno fino al 2020 e su quello di 420 famiglie, gli animi, se possibile, sono ancora più turbati. L’incontro non è andato come ci si aspettava. Il piano economico e di rilancio dello stabilimento, atteso per fugare i dubbi degli ultimi mesi su una probabile chiusura della fabbrica, non è stato presentato. «Se prima avevamo solo dei dubbi», interviene la rsu Fiom-Cgil Luca Caporale, «adesso è palese che si sta andando verso il lento spegnimento dello stabilimento. L’unico aspetto positivo e di cui siamo soddisfatti è la vicinanza delle istituzioni. Ciò è importante anche per una questione di orgoglio nazionale dato che, evidentemente, si è scelto di colpire Atessa e non lo stabilimento francese perché il sistema politico italiano è considerato più debole. Questo non possiamo accettarlo, attraverso la collaborazione con le istituzioni, metteremo in atto tutte le iniziative possibili per riprenderci quello che è nostro». «Questa sarà una vertenza di tutto il territorio», hanno avvertito infatti i sindaci di Atessa, Paglieta e Lanciano, l’assessore regionale Giovanni Lolli e il presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo. Il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, e l’assessore Lolli hanno anche illustrato la possibilità di accedere ai fondi regionali Zes (zone economiche speciali) per rilanciare il sito. «Siamo rimasti molto delusi dall’incontro a Roma», spiega Dorato Di Camillo, rsu Fim-Cisl, «non abbiamo avuto il piano industriale richiesto, ma una semplice comunicazione delle previsioni della Honeywell. Questo aumenta la preoccupazione che lo stabilimento di Atessa sia stato messo in discussione in pochissimo tempo». «Per noi della Uilm», precisa la rsu Alessio Di Giovanni, «adesso è fondamentale che nel prossimo incontro si riesca a parlare con qualcuno della dirigenza che abbia potere decisionale». «Abbiamo preso parte all’incontro al Mise come concordato durante il meeting con le istituzioni regionali e le organizzazioni sindacali, tenutosi lo scorso luglio», ha dichiarato Giancarlo Finizio, rappresentante legale dell’azienda in Italia, «per venire incontro alle richieste di dipendenti e sindacati, l’azienda ha presentato, in via del tutto eccezionale, una proiezione a tre anni che include volumi, investimenti e lancio di nuovi prodotti. Ovviamente si tratta di previsioni che sono soggette alle oscillazioni del mercato e della domanda dei clienti, tenendo conto di un settore, quello automotive, che si trova in una profonda fase di trasformazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

