Gas dal lago di Bomba Anche la Regione dice no

Il nuovo progetto presentato dalla Cmi Energia bocciato per diverse criticità Interessa undici Comuni del Sangro-Aventino, osservazioni entro lunedì
BOMBA. La Regione dice “no” al progetto di estrazione di gas naturale sotto il lago di Bomba, che prevede una raffineria nel territorio di Paglieta. L’esecutivo regionale ha presentato le proprie osservazioni alla procedura di Via (valutazione impatto ambientale) nazionale sul progetto presentato di nuovo (dopo essere stato già bocciato) dalla Cmi Energia spa e che interessa i territori di Bomba, Archi, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa, Paglieta, Perano, Altino e Colledimezzo. Alcune amministrazioni hanno presentato già osservazioni, per le quali c’è tempo fino a lunedì. Il progetto prevede la costruzione di un gasdotto di circa 21 chilometri, una centrale di trattamento gas nell’area industriale di Paglieta, la messa in produzione di due pozzi esistenti realizzati nella postazione di Bomba, la successiva perforazione di ulteriori 2-3 pozzi di sviluppo a partire dalla medesima postazione. «La Regione», dice il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega all’ambiente, Mario Mazzocca, «ha disposto l’invio al ministero dell’Ambiente di una specifica richiesta di attivazione di un’inchiesta pubblica di livello nazionale per l’esame dello studio d’impatto ambientale del progetto». Le motivazioni del parere negativo risiedono in numerose criticità, tra le quali: mancato rispetto della sentenza del Consiglio di Stato del 18 maggio 2015 (rischi per l’incolumità pubblica derivanti dal progetto); nell’insufficienza del quadro autorizzatorio; negli attraversamenti delle zone Sic (siti di interesse comunitario) della condotta di trasporto gas; impatto sulla qualità dell’aria (l’azienda intende installare un inceneritore di rifiuti); carenza di approfondimenti circa l’impatto dell’opera su acque sotterranee, sorgenti e opere di captazione; carenza della documentazione inerente la gestione di terre e rocce da scavo; mancanza di considerazioni sull’eventuale interferenza dell’opera con i siti a rischio potenziale; insufficiente analisi sui possibili effetti indotti dall’attività estrattiva su quella sismica dell’area di progetto. Il giacimento di Colle Santo fu scoperto nel 1966 dall’Agip, confermato dalla Forest Cmi nel 2007; dovrebbe contenere tre miliardi e mezzo di metri cubi di gas. Nel 2010 ci fu un parere positivo del Servizio dighe del ministero delle Infrastrutture e del comitato per gli Idrocarburi e le risorse minerarie. Nel 2013 la commissione Via ha dato parere negativo al progetto; parere poi annullato dal Tar di Pescara nel 2014, che ha accolto il ricorso della Forest, verso il quale, però, il Consiglio di Stato, nel maggio dell’anno scorso, si è espresso annullando la decisione di primo grado del tribunale amministrativo.
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