Giostrine sfrattate, diffida dopo la sentenza

Il Consiglio di Stato boccia l’allontanamento dei giochi per bambini da piazza Rodi deciso dal Comune
VASTO. La delibera che sfratta le giostrine da piazza Rodi, a Vasto Marina, viola il principio di proporzionalità ed è lesivo dell’interesse “attuale e concreto” della ditta ricorrente. Con queste motivazioni il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dal Comune di Vasto che aveva impugnato il provvedimento di sospensiva concesso dal Tar di Pescara alla ditta Umberto Marinozzi. L’ordinanza dei giudici di Palazzo Spada – presidente Francesco Caringella, consiglieri Valerio Perrotti, Angela Rotondano, Giuseppina Luciana Barreca e Giorgio Manca – è stata depositata ieri dopo la camera di consiglio del 20 aprile e suona come una doppia bocciatura. «Notificheremo il provvedimento al Comune e invieremo una diffida a concludere il procedimento amministrativo teso alla occupazione di suolo pubblico», dice l’avvocato Massimo Romano che nel contenzioso assiste l’operatore commerciale, «inoltre informeremo l’autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza».
Anche se il procedimento non è chiuso – il Tar deve ancora decidere nel merito – le due ordinanze cautelari ribadiscono l’interesse attuale e concreto della ditta ricorrente alla occupazione di suolo pubblico e la violazione del principio di proporzionalità “potendo gli obiettivi enunciati nella delibera – scrivono i giudici di Palazzo Spada – essere concretamente perseguiti dal Comune nel rispetto dei canoni di proporzionalità e ragionevolezza, ovvero modulando dimensioni e orari delle concessioni rilasciabili nei limiti del necessario”. La delibera – secondo il Consiglio di Stato – “non appare neanche attuativa di indirizzi previamente fissati dal consiglio comunale”. I regolamenti sono infatti di competenza dell’assemblea civica e non della giunta.
Oggetto del contenzioso è il provvedimento con cui l’esecutivo guidato dal sindaco Francesco Menna ha stabilito che il suolo pubblico di quel tratto di lungomare poteva essere concesso solo per l’occupazione di tavoli e sedie, precisando che i giochi di vario genere “producono emissioni sonore per tutto il periodo estivo, anche nelle ore notturne, che sommate tra di loro, arrecano grave disagio agli avventori che transitano nella piazza e ai cittadini residenti che necessitano di momenti di relax e riposo”. Ora il Comune dovrà individuare un’ area dove far collocare le giostrine. (a.b.)
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