Gli intellettuali: «CasaPound erede del fascismo»
LANCIANO. Non si placa l’indignazione di una parte della città nei confronti della probabilità che, in caso di vittoria della coalizione di centrodestra a sostegno di Errico D’Amico, sieda sui...
LANCIANO. Non si placa l’indignazione di una parte della città nei confronti della probabilità che, in caso di vittoria della coalizione di centrodestra a sostegno di Errico D’Amico, sieda sui banchi della maggioranza un consigliere di CasaPound. A esporsi sono alcuni rappresentanti del mondo intellettuale lancianese: medici, professori, avvocati, scrittori, professionisti. «I militanti di CasaPound sono gli eredi del fascismo, dell’intolleranza, del razzismo e dell’antisemitismo, sono quelli che hanno detto che “la Resistenza è una cagata pazzesca”», scrivono in una lettera aperta Antonio Carlucci, Rita Crisanti, Silvino D’Ercole, Donatella De Angelis, Guido De Meis, Alberto La Barba, Rosetta Madonna, Enzo Manini, Marcello Marciani, Giorgio Ranalli, Dario Rapino, Remo Rapino, Giovanni Vespasiano, «vogliono presentarsi con un volto nuovo ma hanno dentro, riconoscibili per chi vuole riconoscerli, i segni del vecchio fascismo. Tutto questo D’Amico e Paolucci non lo sanno. Eppure dovrebbero sapere che eleggere in consiglio un erede del fascismo significa mettersi sotto i piedi l’immagine stessa di questa città, della sua storia, dei Martiri del 6 ottobre. Non si tratta a questo punto soltanto di eleggere un sindaco. C’è in gioco la dignità e la memoria di Lanciano». E su Facebook un uomo scrive alla compagna di vita, impegnata con una delle liste della Paolucci: «Ti amo, ma voterò Pupillo per non difendere persone che inneggiano e professano ideali xenofobi, omofobi e liberticidi». (d.d.l.)
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