Gli studenti restano fuori «Non ci sono le condizioni»

Continuano le lezioni didattiche all’aperto nel cortile del seminario regionale Il tecnico della Provincia: stiamo controllando i documenti sull’agibilità
CHIETI. “Il nostro futuro non può dipendere da un muro”. Così uno dei tanti striscioni preparati ieri mattina da alcuni dei 532 studenti del liceo scientifico Masci che, dopo giovedì, hanno continuato a rimanere fuori la loro scuola, nel cortile del seminario pontifico regionale San Pio X. Vogliono risposte dalla Provincia e dagli enti di competenza sulla sicurezza delle loro aule in seguito agli eventi sismici di domenica scorsa. Continua così la missione “fare scuola, fuori scuola” per andare avanti con la didattica - anche ieri c’erano con gli alunni diversi professori - e imbastire assemblee e confronti per organizzarsi al meglio visto che lunedì i ragazzi scenderanno in corteo per le vie del centro. Il percorso: partenza alle 9 dal seminario per proseguire lungo il Corso e terminare in piazza San Giustino.
«Quello che chiediamo è di essere trasferiti in una sede unica e sicura sotto tutti i punti di vista», dicono i ragazzi. Con loro anche gli studenti della succursale dello Scalo: «Sappiamo che dovremo essere trasferiti tutti nell’ex caserma Berardi: che si faccia nel minor tempo possibile». Ma a detta dei tecnici della Provincia prima di due anni il trasloco non potrà esserci. E i ragazzi non sono intenzionati a fermarsi: «Andremo avanti finchè non otterremo risposte».
Dopo che mercoledì gli studenti si erano fatti sentire a centinaia sotto Palazzo Mammarella senza ottenere risposte, giovedì dalla Provincia un documento è arrivato. Le carte pervenute e mostrate agli alunni dalla preside Giovanna Fucci attestano la “staticità” della struttura, vale a dire che essa è sicura in assenza di eventi sismici. Ma ieri «non è arrivata nessuna novità» spiega Mariachiara, «il nostro obiettivo è quello di una sede sicura, non vogliamo privarci di un diritto: quello di studiare. Disponibili al dialogo, se arrivano risposte per dare soluzioni».
Tutto il corpo scolastico è preoccupato e anche i genitori si fanno sentire: «Dopo il terremoto ci sono cornicioni pericolanti, caduta di calcinacci e in più sembra che tale struttura sia priva di certificati di agibilità», ricorda Settimio De Sanctis, padre di una studentessa. Così il tecnico provinciale Francesco Faraone: «Lunedì, dopo il corteo, valuteremo con la dirigente le risposte al problema. Stiamo controllando alcuni documenti del 2009 relativi all’agibilità della struttura».

