Gli studi su ambiente ed energia: «Sfida per il futuro dei giovani»

LANCIANO. Un corso di laurea in Diritto dell’ambiente e dell’energia, primo nel suo genere in Italia, creato in sinergia con le aziende della Val di Sangro. Sarà attivato a partire da settembre a...
LANCIANO. Un corso di laurea in Diritto dell’ambiente e dell’energia, primo nel suo genere in Italia, creato in sinergia con le aziende della Val di Sangro. Sarà attivato a partire da settembre a Lanciano, dove la formazione universitaria torna dopo venti anni di assenza. Il protocollo d’intesa è stato siglato ieri mattina, a Pescara, tra Regione Abruzzo, università degli studi di Teramo e Comune di Lanciano.
L’OFFERTA
Il corso di laurea, di durata triennale, verrà istituito a partire dall’anno accademico 2023-2024. Al momento rappresenta l’unica offerta formativa di taglio giuridico di livello nazionale che si propone di creare figure professionali con conoscenze approfondite in materia ambientale, in grado di rispondere alle nuove esigenze lavorative richieste dal settore privato e pubblico. A sottoscrivere l’accordo sono stati gli assessori regionali all’energia, Nicola Campitelli, e alla formazione e istruzione, Pietro Quaresimale, il rettore di Teramo, Dino Mastrocola, e il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini. L’ateneo teramano ha la responsabilità didattica, scientifica e organizzativa del corso di laurea, il Comune di Lanciano metterà a disposizione la struttura, il Palazzo degli Studi, sede del Consorzio universitario frentano su corso Trento e Trieste.
il SOSTEGNO della REGIONE
La Regione Abruzzo sostiene l’attivazione del corso, per due cicli di tre anni ciascuno, con un contributo economico complessivo di 1,5 milioni di euro, di cui 900mila euro per il primo ciclo di studi. Le risorse finanziarie sono state assicurate con l'approvazione, da parte del consiglio regionale, del bilancio di previsione 2023-2025, e saranno trasferite all'università di Teramo sotto forma di contributo annuo. «Si tratta di un corso di laurea innovativo, che si occupa di temi da cui dipenderà il nostro futuro e quello dei nostri figli», sottolinea l’assessore Campitelli, «l’obiettivo è quello di sviluppare e garantire un equilibrato sviluppo sostenibile del nostro territorio. L’iniziativa rientra, infatti, nell’ottica della transizione ecologica e degli obiettivi strategici che la Regione è chiamata a raggiungere entro il 2030. Questa sfida deve rappresentare un’opportunità non solo per i cittadini, ma anche per l’intero tessuto produttivo territoriale poiché la transizione ecologica va accompagnata anche da quella burocratica, tecnologica e culturale». La scelta di attivare il corso di laurea a Lanciano non è casuale. L’offerta accademica guarda al tessuto produttivo della Val di Sangro, che va dall’ambiente all’automotive, e che potrà avvalersi dei giovani laureati.
LE IMPRESE
«Questo corso è una richiesta che di fatto arriva dal sistema delle imprese», spiega Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale dell’università di Teramo, «prima di stilare l’offerta formativa abbiamo incontrato le imprese, per capire quali materie prevedere e per fare un accordo per i tirocini che avranno grande rilevanza. Gli studenti andranno nelle aziende, anche all’estero, mettendo in pratica quello che imparano ed entrando, di fatto, nel mondo del lavoro ancora prima di essere assunti. Ci sarà un esame in lingua inglese, uno in informatica, materie specifiche come diritto penale dell’ambiente, mobilità sostenibile, diritto agrario e agroalimentare, per fornire loro una formazione a tutto tondo. Quello della Regione è un investimento che darà impulso allo sviluppo del sistema produttivo».
IL SINDACO PAOLINI
«Si tratta di un progetto che farà bene all'intero territorio ma anche fuori da esso», dice il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, «leggo con sorpresa le affermazioni dei sindaci di Chieti e Pescara, dei quali ho grande stima ma che in questo caso dimostrano una miopia campanilistica che non fa bene all’Abruzzo intero, il quale ha bisogno invece di un lavoro di squadra per fare sì che gli obiettivi delle singole realtà siano un vantaggio per tutta la nostra Regione».

