«Grazie a noi isolati qui alcuni estremisti»

22 Maggio 2018

San Salvo. Parla uno dei referenti del Centro culturale islamico: ma Ouahbi forse agiva solo on line

SAN SALVO. «Se davvero sono stati commessi i fatti contestati a Taib Ahmed Ouahbi, mi sento di condividere il provvedimento di non ingresso nell’area Schengen emesso dal ministero degli Interni. Anche io ho una famiglia e dei figli e sono preoccupato per la loro sicurezza e la loro incolumità». Ad affermarlo è uno dei referenti dell’associazione “Centro culturale islamico San Salvo”, in seguito alla misura restrittiva adottata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) e dai carabinieri nei confronti di un residente a San Salvo di origine marocchina. «Già in passato, come comunità, abbiamo collaborato con le forze dell’ordine e segnalato la presenza sul territorio di sedicenti islamici che praticavano forme invasive di proselitismo», continua.
La comunità islamica di San Salvo e Vasto è composta, praticamente nella sua quasi totalità, dalla corrente islamica maggioritaria dei Sunniti, che avrebbe una predilezione per la democrazia. La corrente islamica Sciita conterebbe nel nostro territorio solo tre seguaci. In realtà, sostiene lo stesso referente del centro, il terrorismo e l’Isis in particolare non possono essere ricondotti ad alcuna corrente islamica poiché l’Islam, come il Cattolicesimo e l’Ebraismo, condanna l’uccisione di altri uomini.
«A mio parere l’Isis è un gruppo finanziato con capitali di dubbia provenienza, dotato di armi ed equipaggiamenti moderni, che si serve della religione per plagiare le menti di persone deboli. Infatti, Ouahbi dopo essere stato arrestato qualche anno fa per problemi di alcol e tossicodipendenza, è stato mandato in un centro riabilitativo. Al suo ritorno, forse influenzato da cattivi maestri, l’ho visto cambiato e improvvisamente ho notato che era spesso al telefono a navigare su internet per molto tempo», continua.
Ouahbi Ahmed Taib aveva un comportamento schivo e distaccato, non frequentava la comunità islamica e la moschea. «Non mi risulta che Ouahbi abbia avvicinato e influenzato persone della nostra comunità e suppongo che la sua presunta attività illecita si sia svolta solo virtualmente e on line», conclude uno dei referenti del Centro culturale islamico San Salvo.
Il sindaco Tiziana Magnacca, intanto, esprime soddisfazione per il buon operato delle forze dell’ordine. «Sono grata ai carabinieri della stazione di San Salvo per il lavoro svolto, con il coordinamento del Ros (Reparto operativo speciale dei carabinieri) e la Direzione distrettuale antimafia, che ha permesso di scoprire e di prendere provvedimenti conseguenti nei confronti di un cittadino marocchino che ha manifestato un’interpretazione estremistica della fede islamica oltre ad avere espresso approvazione per gli attentati terroristici compiuti in Europa», afferma il primo cittadino. «In particolare voglio ringraziare il maggiore dei carabinieri Amedeo Consales, comandante della Compagnia di Vasto, e il luogotenente Antonello Carnevale e i suoi collaboratori che, sebbene impegnati in tante attività e su tanti fronti per garantire la legalità a San Salvo», ha aggiunto il sindaco, «riescono persino a non trascurare un fenomeno come il terrorismo che, seppur lontano dalle nostre comunità, non ci autorizza ad abbassare mai la guardia né tanto meno a non tenere conto della necessità di dover vigilare su quanti soggiornano e vivono nel nostro territorio. Solo con un gioco di squadra, tra istituzioni e forze dell’ordine e la collaborazione dei cittadini, potremo garantire sicurezza nella nostra San Salvo».
Serena Colecchia
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