«Ho cercato di salvarlo, mi è spirato davanti»

29 Agosto 2015

L’amico barista Christos racconta i suoi ultimi attimi di vita: era provato dopo una notte insonne

CHIETI. Christos Cotsias è sconvolto. Ha cercato anche di salvarlo con un poderoso massaggio cardiaco. Ma Sandro Angeloni gli è morto d'infarto davanti agli occhi. Ha dato un ultimo respiro, come di sollievo, ed è spirato. Non ha resistito alla forte emozione e al dolore Christos, che del pediatra scomparso era amico sincero, e si è sentito male a tal punto che l'ambulanza, giunta ieri mattina in piazza della Trinità per i soccorsi al medico colpito dall'infarto, alla fine ha dovuto trasportare in ospedale il titolare del bar. E' nel pomeriggio, otto ore dopo la tragedia, che contattiamo Christos, rientrato nel suo locale dopo aver chiesto ai medici di essere dimesso. «Sandro era un vero amico. Trascorrevamo ore a parlare«, dice. «Quando terminava le visite, veniva da me e si sedeva a un tavolino. Non cercava caffè o operativi ma solo un momento di amicizia e serenità. Ma questa mattina era pallido e provato. Ho subito capito che non stava bene. Gli ho detto che avrei chiamato il 118, ma lui mi ha risposto di non farlo. Era stanco e bianco in volto dopo aver passato la notte accanto all'anziana madre che era caduta in casa. Era un medico eccezionale e lo è stato fino alla fine…. Sandro chiamo l'ambulanza! Gli ho ripetuto. No, mi ha risposto mentre andava verso il bagno«. Si emoziona Christos: «E' uscito dal bagno bianco come un lenzuolo. Ho chiamato il 118 mentre lui ripeteva: non c'è bisogno, non c'è bisogno. Avevo appena chiuso il telefono quando Sandro è svenuto. Ho richiamato subito i soccorsi ed ho cominciato a fargli il massaggio cardiaco. Ma lui ha dato l'ultimo respiro ed è morto».