Honeywell, lo sciopero a Roma è l’ultima carta da giocare
ATESSA. Per gli oltre 400 dipendenti della Honeywell quella della manifestazione a Roma, lunedì alle 10, sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico è l’ultima possibilità da tentare: le...
ATESSA. Per gli oltre 400 dipendenti della Honeywell quella della manifestazione a Roma, lunedì alle 10, sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico è l’ultima possibilità da tentare: le speranze di ottenere la cassa integrazione straordinaria dopo la bocciatura del ministero del Lavoro sono molto flebili, ma si potrebbe puntare ad interessare il nuovo governo su una delle più gravi crisi industriali del centro-sud che lascia a casa oltre 400 dipendenti diretti e altrettanti dell’indotto automotive della fabbrica dei turbocompressori. L’ultimo appiglio per salvare il salvabile di una fabbrica che ha deciso di delocalizzare in Slovacchia potrebbe essere un decreto ad hoc che impegni il Ministero a ratificare quanto sancito e sottoscritto dal Mise il 16 febbraio scorso. La Cigs, così come inizialmente stabilito dal contratto firmato da Mise, azienda e sindacati, doveva durare fino a febbraio 2019. Ma per le nuove stringenti normative in fatto di ammortizzatori sociali non si possono concedere sostegni economici ad una fabbrica che ha cessato per sempre le attività produttive. Intanto ieri mattina altri dieci dipendenti hanno lasciato volontariamente il posto di lavoro decidendo di accelerare il percorso per la ricerca di una nuova occupazione. Finora sono oltre 60 i dipendenti che hanno abbandonato lo stabilimento. Honeywell ha inoltre comunicato che la data fissata per il licenziamento collettivo è stata fissata per l’8 giugno. Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto all’azienda di posticipare il licenziamento almeno per la fine del mese. Il 4 giugno invece è prevista una nuova convocazione delle parti al Mise. (d.d.l.)
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