I fratelli che sognavano ville e navi
Dal crac Sidermetalli alla reggia di Taormina che piaceva a Berlusconi
CHIETI. Da Luciano Bellia, l’imprenditore che voleva acquistare la villa da sogno su cui aveva messo gli occhi anche Berlusconi, al fratello Gianni Bellia, che invece voleva recuperare una vecchia nave per trasformarla in un ristorante sul mare a Pescara, all’agente di mediazione finanziariadalla reputazione impeccabile che tramite il suo avvocato si dice completamente estraneo ai fatti.
Sono loro a finire in manette con la pesante accusa di associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sulle frodi commerciali portata a termine dalla polizia postale di Perugia.
Luciano Bellia, 49 anni di Chieti, ha già avuto problemi con la giustizia. Ultimamente era finito ai domiciliari a seguito del sequestro della Molini Campani, stabilimento di lavorazione delle farine che si trova ad Aversa, chiuso da tempo. Precedentemente, invece, era finito sotto processo per riciclaggio, bancarotta fraudolenta, ricettazione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, a seguito del fallimento della Sidermetalli. Insieme ad altri avrebbe distratto somme per circa 3 milioni di euro. Ad insospettire i finanzieri che hanno condotto le indagini, sono stati i movimenti di denaro superiori al profilo economico-finanziario dell'attività. Come quando tentò di acquistare villa Murfabi, in Sicilia, una piccola reggia affacciata sul mare di Taormina che pure Silvio Berlusconi voleva comprare per regalarla a Veronica Lario. Pensava in grande anche il fratello Giovanni, detto Gianni, 51 anni di Chieti, che per un periodo vendeva auto di lusso e poi aveva pensato di trasformare in un suggestivo ristorante una nave attraccata al molo sud di Pescara, che voleva chiamare Venere.
Incensurato, regolarmente iscritto all’Oam, l’Organismo degli agenti e mediatori finanziari, impegnato in politica (si è presentato con una lista civica di area centrodestra alle elezioni comunali di Ortona), l’ortonese si è ritrovato implicato nell’inchiesta, anche se, dice il suo avvocato, «non conosce quasi nessuno degli altri rimasti implicati nell’inchiesta. Le uniche due persone che conosce sono clienti per cui ha istruito pratiche finanziarie».
Infine tra gli indagati anche il noto commercialista di Crecchio Domenico Cantoli.(a.i.)

