I negozianti: vendite giù, ma ora stiamo ripartendo

22 Agosto 2021

Dal centro storico alle attività dello Scalo, il primo bilancio dell’estate è negativo Il Covid condiziona l’afflusso di clienti e gli sconti non bastano ma c’è speranza

CHIETI. Un afflusso di clientela che fatica a ingranare, la preoccupazione per le possibili nuove restrizioni autunnali legate al Covid, ma anche un filo di ottimismo per alcuni settori. Si può riassumere con questi tre concetti il primo bilancio della stagione estiva dei saldi per i commercianti del centro storico di Chieti e dello Scalo. «Quest’anno si va molto a rilento con le vendite», conferma Francesca De Marco del negozio “And camicie”, «ma comunque voglio essere fiduciosa. Ho preso questa attività probabilmente nel momento peggiore della pandemia (ottobre 2020, ma voglio credere nella rinascita e nelle potenzialità della città di Chieti. Probabilmente la clientela è ancora un po’ condizionata dalla circolazione del virus e ha paura di tornare in negozio a provarsi i capi d’abbigliamento, ma voglio essere ottimista per le prossime settimane».
Di certo il bilancio dell’estate corrente (che terminerà il periodo di saldi il 31 agosto) fa registrare un segno “più”, rispetto al catastrofico 2020: «In questo periodo abbiamo intensificato le vendite per le cerimonie», sottolinea Tony Larocchia, del negozio di moda uomo “Tony e Simone”, «cosa che ci era impossibile fino a poco tempo fa, a causa delle restrizioni legate al Covid. Nel mio negozio non faccio saldi, ma ho notato una differenza evidente con l’anno passato, Ovviamente le difficoltà legate agli strascichi del Covid restano. Una cosa che ho apprezzato parecchio, però, avendo un’attività in piedi da 17 anni, è stato l’affetto dei clienti storici: nei periodi di chiusura totale mi scrivevano tutti dei messaggi e non vedevano loro di tornare a provarsi i capi d’abbigliamento in negozio. Questo mi ha rassicurato e mi ha dato anche la forza di tenere duro e andare avanti».
Per alcuni settori, poi, il bilancio è particolarmente positivo nonostante le restrizioni della pandemia: «Non posso lamentarmi», dice Donato Recchia del negozio “Casa della cintura”, «abbiamo avuto un buon afflusso di clientela turistica anche dal nord Europa e dalle regioni dell’Italia settentrionale. Chi decide di venire a Chieti scopre le grandi potenzialità di questa città apprezza la grande offerta culturale che c’è. Noi negozianti facciamo tanti sacrifici per supportare l’offerta turistica. So che buona parte del tessuto lavorativo stringe i denti per restare aperto e tenere movimentata l’economica della città». La paura per eventuali nuove restrizioni è comunque pressante alle porte dell’autunno e con la variante Delta in circolazione: «Non voglio pensarci», afferma Valerio Ammirati, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento allo Scalo, «abbiamo sopportato le grandi difficoltà degli ultimi mesi e mi auguro che non si torni a quella situazione. Voglio essere fiducioso».
Da qualche settimana, poi, c’è anche la variabile Green pass che, secondo alcuni, si ripercuote in maniera indiretta sul commercio al dettaglio: «Un calo rispetto all’anno scorso c’è stato, soprattutto nel mese di agosto», afferma Noemi Iezzi, consulente di stile e vice responsabile del negozio di abbigliamento Camomilla Italia, «credo che questo in parte sia dovuto anche all’introduzione del Green pass per le cerimonie, che ha ridotto necessariamente il numero di invitati e quindi ha diminuito a cascata il numero di persone che comprano nei negozi di settore». C’è anche chi, ormai, non riconosce più il momento dei saldi come più fertile per clienti e venditori: «Quello dei saldi è un periodo storico che non esiste più», dice Barbara Cieri del negozio Ribò, «è sbagliato far cominciare i saldi ad inizio luglio, in piena stagione estiva. Prima i clienti aspettavano questi periodi per acquistare, ma adesso questa tradizione si sta consumando».
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