I no al Gpl salgono a quota duemila

Ortona, tempo scaduto per presentare le osservazioni: c’è anche chi ha paura di attacchi terroristici al porto
ORTONA. Quasi duemila osservazioni per dire no al deposito di gpl. Ecco come Ortona ha risposto al progetto presentato dalla Seastock srl, che vuole realizzare un mega impianto di stoccaggio di gas di petrolio liquefatto nell'area portuale. Ieri è scaduto il termine per presentare pareri sullo stabilimento voluto dalla società controllata dal gruppo Walter Tosto, e alla fine sono state centinaia le osservazioni di cittadini e portatori di interesse che hanno manifestato il proprio dissenso motivando il no al deposito (sarebbe il terzo più grande d'Italia) con delle specifiche riflessioni. Nell'ultimo giorno disponibile per protocollarle, sono state centinaia le osservazioni giunte negli uffici comunali, frutto di ulteriori punti di raccolta che hanno visto impegnati nel weekend gruppi politici e associazioni ambientaliste. Il numero complessivo di pareri contrari all'impianto emerso dalla consultazione pubblica è sicuramente indice di una preoccupazione diffusa in città sugli eventuali rischi che questo insediamento potrebbe comportare. Pericoli per ipotetici casi di incendio, scoppio, contaminazione, o per eventuali frane, terremoti, tsunami sono alcune annotazioni che la cittadinanza ha evidenziato sui formulari forniti dal Comune di Ortona, che sono stati compilati e sottoscritti prima della trasmissione all'Ufficio protocollo, con allegata una fotocopia del documento di riconoscimento. Tra le considerazioni più ricorrenti che associazioni ambientaliste e cittadini hanno portato all'attenzione vi sono anche la possibilità che, con un deposito di questo genere, Ortona diventi un ipotetico obiettivo per attacchi terroristici, ma soprattutto è emersa la questione legata alla viabilità. La movimentazione quotidiana di 50-60 autocisterne su una rete stradale già di per sè molto trafficata pone diverse perplessità tra gli ortonesi.
La sensazione è che la città sia compatta come forse poche altre volte, unita dallo stesso pensiero, quello del no alla concretizzazione del progetto. Ovviamente c'è anche chi non disdegnerebbe l'insediamento del mega impianto, ma Consiglio comunale con in primis il sindaco Vincenzo D'Ottavio, larga parte della cittadinanza e associazioni ambientaliste sono tutti contrari. Ora le osservazioni andranno ad integrare una procedura per la cui parola finale si dovrà attendere che si esprima, favorevolmente o meno, il Ministero dello Sviluppo economico.

