«I reparti sono senza farmaci» Da sei sindacati accuse alla Asl

Nursing Up, Nursind, Fp Cgil, Fsi, Coina e Usb per la prima volta insieme manifestano davanti al Renzetti «Mancano perfino il paracetamolo e l’alcol denaturato per le difficoltà dell’azienda a pagare i fornitori»
LANCIANO. Dalla mancanza di farmaci nei reparti, persino il paracetamolo e l'alcol denaturato, alle liste di attesa infinite, passando per la carenza di personale, il taglio dei servizi e la situazione critica dei pronto soccorso tra violenze fisiche e verbali al personale e, all’ospedale Renzetti di Lanciano, mancanza di barelle con sponde. È un quadro a tinte fosche quello dipinto dai sindacati Nursing up, Nursind, Fp Cgil, Fsi, Coina e Usb sulle carenze che investono gli ospedali della Asl Lanciano Vasto Chieti che si ripercuotono sui cittadini e sugli stessi operatori sanitari.
«Abbiamo più volte denunciato i problemi, mandato note spesso individualmente; ora ci siamo uniti nella speranza di essere ascoltati», dice Patrizia Bianchi del Nursing up. «Il primo problema che sottolineiamo, conseguenza dei piani di razionalizzazione, è la mancanza di farmaci nei reparti, l’estrema difficoltà nel loro approvvigionamento e consegna. Dobbiamo fare terapie, ne va del decorso clinico del paziente, chiediamo farmaci e presidi e non arrivano. Te la prendi con la farmacia dell’ospedale che però non li ha. E abbiamo scoperto che l’azienda ha difficoltà nel pagare i fornitori. Manca un po' di tutto, dall’alcol denaturato che al supermercato costa un euro, alle fiale di calcio gluconato per correggere squilibri idro-elettrolitici, persino la connettivina per le medicazioni. Cosa ancora più grave manca il paracetamolo, la base delle terapie, di quella del dolore, febbre».
«E che dire della carenza di personale», continua Carmine Gasbarro (Cgil Chieti), «è cronica e chi c'è è costretto a richiamate, doppie notti, riposi saltati, turni lunghi con conseguenze negative per la vita dei lavoratori e il lavoro stesso. Ci sono poi tagli al personale di servizi e trasporti con forti ricadute negative nell’organizzazione delle attività ospedaliere; mancano gli Oss (operatori socio sanitari), ma anche altre figure perché se c'è una malattia mette in crisi il sistema, quindi i numeri non sono adeguati e vanno rivisti assieme».
«Peccato che non c'è contrattazione sindacale», continua Mario Frittelli (Usb), «nella Asl le relazioni sindacali sono pari a zero. Più volte siamo andati dal prefetto e le promesse dell’azienda non sono state mantenute. Carenza di personale, soldi spesi male, debiti che aumentano e a pagare sono i colleghi e i pazienti che trovano servizi inefficaci, liste di attesa infinite». Carenza di materiali, di farmaci e personale sottolineato anche da Leonardo Gialloreto del Nursind. Poi la questione dei pronto soccorso: sovraffollati, con poco personale, con pazienti tenuti per ore sulle barelle. «Il sovraffollamento c’è ovunque ma qui è maggiore», dice Camillo Vitelli della Fsi, «e ci sono troppi pazienti tenuti sulle barelle in attesa del posto letto nel reparto che però non arriva e il pronto soccorso diventa reparto di degenza, snaturandosi. Sovraffollamento e ricoveri portano a problemi: pazienti con trattamenti in ritardo, niente privacy, violenza verso il personale che va in burnout, cioè stress cronico che fa salire anche il rischio di errori. A Lanciano, poi, questi problemi sono acuiti dalla carenza di personale, due medici a stento a turno e dal fatto che non ci sono neanche letti con spondine di protezione». «Tagli di farmaci e prestazioni, di servizi compresa la soppressione dei posti di Rianimazione di cui stiamo ancora in attesa di delucidazioni, carenza di personale», chiudono i sindacalisti, «chiediamo all’azienda soluzioni e programmazione per il bene dei lavoratori e dei cittadini e del loro diritto alla salute».
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