I sindacati avvertono la Denso: «Deve mantenere le promesse»

2 Dicembre 2022

Fim, Fiom, Uilm e Fismic chiedono l’allargamento della produzione e chiarezza sui progetti futuri E sui dipendenti in cassa integrazione: «Al momento sono 150: è un numero alto, servono garanzie»

SAN SALVO. Cassa integrazione e una lunga pausa lavorativa fra Natale e Capodanno. È quello che troveranno sotto l’albero i 900 lavoratori della Denso di San Salvo. Sono ancora 150 i dipendenti in cassa integrazione, nonostante dalla fabbrica di Piana Sant’Angelo siano già usciti 175 lavoratori. Troppi per i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, Primiano Biscotti, Nicola Manzi, Alfredo Fegatelli e Nicola Amicucci, che ieri hanno incontrato a Piana Sant’Angelo il responsabile delle risorse umane dell’azienda, Alfonso Orfanelli. I sindacati hanno chiesto garanzie e nuovi prodotti, nuove lavorazioni che possano dare linfa al sito produttivo. «È stato un incontro interlocutorio», spiega Primiano Biscotti, «in vista della prossima riunione in programma a gennaio, nel corso del quale parleremo di investimenti e occupazione». Ed è proprio sugli investimenti che si concentra l’attenzione dei sindacati: al momento, infatti, i dirigenti del colosso nipponico non hanno ancora deciso dove produrre il motore elettrico. Un anno fa, però, azienda e sindacati avevano firmato un accordo che prevedeva investimenti nei 4 anni fiscali pari a 56 milioni di euro per il miglioramento delle attuali linee, per insourcing, formazione, digitalizzazione e anche possibili nuove produzioni. I sindacati dunque sono in attesa di capire se e come gli investimenti saranno confermati. Su 200 lavoratori in esubero, come detto, 175 ex dipendenti hanno già lasciato la fabbrica. Sono state molte le uscite su base volontaria attraverso l’accordo firmato al ministero del Lavoro il 13 agosto 2021 (contratti di espansione che favoriscono i pensionamenti) e attraverso incentivazione volontaria. Ci sono da gestire anche problemi che ricadono a cascata sulla Denso a causa della carenza di componentistica. L’incertezza del mercato, infatti, fa sì che la Denso non abbia ancora deciso dove allocare in Europa le produzioni di vetture elettriche. I lavoratori sperano che San Salvo possa avere la sua parte nei programmi di investimento futuro. I sindacati, a tal proposito, hanno chiesto di tenere testa alla crisi allargando la produzione. L'autunno ha già portato alla Dmit di San Salvo ordinativi dal Brasile. A novembre è partita la lavorazione degli alternatori per il Sudamerica. Ordinativi che terranno i dipendenti della fabbrica abruzzese impegnati a lungo. Ad aprile 2023 si aggiungeranno anche gli starter per General Motors. «È positivo, ma si tratta di palliativi. È fondamentale portare a San Salvo nuove produzioni», ha spiegato Biscotti. Il 20 dicembre sono in programma le assemblee con i lavoratori per metterli al corrente della situazione e del piano di ferie natalizie. Poi in programma c’è un lungo ponte da Natale a Capodanno.