«I viaggi, i sorrisi e i sogni» Così lo ricordano gli amici

Il racconto dei quattro compagni di scuola che ieri si sono riuniti per darsi forza: «Voleva diventare un ricercatore, con lui non c’era mai un momento di noia»
FILETTO. Si sono incontrati ieri pomeriggio tutti e quattro per darsi forza, per ricordare il loro migliore amico e cercare di trovare una spiegazione a una tragedia che lascia senza parole. I quattro migliori amici di Michele Di Loreto, il 20enne di Filetto morto mentre cercava il suo gatto, ha lasciato parenti e amici chiusi nel silenzio. Eppure loro quattro, Piervincenzo, Federico, Antonio ed Emanuele, i compagni più stretti di Michele, quelli con cui passava le sue giornate a parlare e ridere, hanno cercato di sostenersi in un pomeriggio tra racconti di gite insieme, viaggi e passioni in comune.
«Non ci riuscivo a credere quando ho saputo della notizia», dice l’amico Federico Pepe, «ancora adesso non riesco a realizzare una cosa del genere, al fatto che Michele non ci sarà più. È davvero una tragedia che non si riesce a metabolizzare. Resterà sempre con noi. Lui è stato il mio primo compagno di classe alle superiori. Ci potevi parlare di tutto e non ti sentivi giudicato. Non conoscevo la noia con lui, perché ti faceva sempre divertire e fare un sorriso». Amicizie coltivate sui banchi di scuola e tra le viuzze del piccolo paese che ieri i quattro amici hanno rivissuto guardando le foto sugli smartphone: ci sono quelle del viaggio a Corfù dopo la maturità, poi i selfie davanti al murales di Maradona a Napoli, gli scatti in giro per il centro di Milano e gli aperitivi nei bar di Roma, quando Michele frequentava la facoltà di Fisica alla Sapienza. «Abbiamo convissuto per un anno insieme a Roma», ricorda Emanuele Di Rico, che con Michele aveva fatto anche cinque anni di scuola superiore a Guardiagrele, «dopo qualche tempo alla Sapienza si era accorto che il corso di Fisica non era adatto a lui». Ma anche con gli studi e i vari impegni, Michele trovava sempre un momento per stare con gli amici. «Lui era sempre presente, sapeva ascoltare e quando chiedevo un suggerimento o un aiuto mi ha sempre saputo consigliare in maniera giusta», prosegue Di Rico, che ricorda alcune delle passioni di Michele. «Amava leggere i Manga, giocare ai videogiochi e guardare Anime (cartoni animati giapponesi, ndr). Gli piaceva assaggiare anche i cibi tipici dei posti che visitava».
Tra fumetti e letture giapponesi, Michele e i suoi quattro migliori amici sono cresciuti insieme. «All’inizio era molto timido e riservato», racconta Piervincenzo De Lucia, che ha conosciuto Michele alle medie, «poi è cambiato. Crescendo si è aperto di più, è diventato più estroverso. È passato da un carattere più freddo a uno più solare».
E negli anni, tra risate e spensieratezza, i quattro hanno anche condiviso le scelte per il futuro. «Diceva che voleva fare il ricercatore», ricorda Antonio Di Crescenzo, che ha conosciuto Michele alle superiori, «ma era anche tanto appassionato di diritto: per questo ha scelto poi Economica». Sorrisi, foto ricordo delle loro avventure e racconti che ora, i quattro ragazzi, continuano a guardare e sfogliare sulla galleria dei telefonini chiedendosi il perché di una tragedia che lascia senza parole.
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