«Il canile è a rischio chiusura»: il grido di allarme dei volontari

Dopo le carenze rilevate dal Nas, sono stati concessi sei mesi di tempo per mettersi in regola Ma i gestori denunciano: «Il Comune, proprietario della struttura, non è ancora intervenuto»
CHIETI. Dal primo settembre il canile rifugio “Achille Bonincontro” rischia la chiusura. «I cani rimarranno senza cure», dice il presidente dell’Associazione amici degli animali (Asada), Danilo Ciancaglini, «e dovranno trovare nuovi stalli». Manca poco più di un mese alla scadenza del tempo limite entro cui il Comune, ente proprietario della struttura, deve provvedere al ripristino di alcune irregolarità segnalate dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione sanità (Nas) nel gennaio scorso. In strada Vallepara, più di 150 cani saranno spostati in canili privati se non si interviene con tempestività.
L’ISPEZIONE
Il 2023 per il canile comunale è partito con un blitz del Nas di Pescara. Durante l’ispezione, i militari avevano trovato alcune irregolarità all’impianto elettrico della struttura. «Non erano più a norma di legge», prosegue Ciancaglini, «devono essere cambiate e rimesse in sicurezza». Ed è subito scattata anche la segnalazione della Asl che, con un verbale inviato sia al canile Bonicontro che al Comune, ha invitato al ripristino delle irregolarità. Più nel dettaglio, «bisogna sostituire tre quadri elettrici poiché sono ormai vecchi e mettere in sicurezza una linea elettrica», spiega Ciancaglini, «i lavori ammontano a circa 15mila euro».
I RITARDI
Il tempo limite per effettuare gli interventi riportato dal verbale è di quattro mesi, più due di proroga. Dopo il blitz, l’assessore alla Tutela del mondo animale, Fabio Stella, insieme a un tecnico, è intervenuto per un sopralluogo alla struttura, accertando gli interventi da fare. Poi è stato definito anche il progetto d’intervento. A tardare, però, sono i lavori. «Da mesi si sta verificando una negligenza totale da parte del Comune che non riesce burocraticamente a rispettare i tempi», prosegue Ciancaglini, «il progetto è ormai pronto da tempo e i soldi sono stati approvati in bilancio. Sollecitiamo ogni giorno l’ente, ma non riceviamo risposta». Dopo il 31 agosto, il canile sarà costretto a chiudere i cancelli e a sfrattare gli animali. «Se non si interviene, il primo settembre il canile chiuderà», prosegue il presidente.
LO SFRATTO
Gli interventi sull'impianto elettrico riguarderanno le aree esterne ai box dei cani. Se non verranno effettuati, a pagarne le conseguenze saranno proprio gli animali. «È giusto che i cittadini vengano a conoscenza di quello che potrebbe accadere al canile», dice Margara Romano dell’Asada, «noi volontari curiamo gli animali ogni giorno e cerchiamo di garantire tutto il benessere necessario con le forze che abbiamo. Alcuni piccoli lavori siamo riusciti a farli tramite raccolte fondi, ma in questo caso la somma è troppo ingente».
IL FUTURO
Rimane così un punto interrogativo sul futuro del canile rifugio e, soprattutto, sugli oltre 150 ospiti. «Non sappiamo dove verranno trasferiti», prosegue Romano, «non avranno più le cure di cui necessitano. Ci sono molti cani problematici, anche anziani, che hanno bisogno di medicine quotidiane. Rimarranno senza terapie». E inizia così la corsa del Comune che, in pieno dissesto, ha ormai i giorni contati per evitare la chiusura.
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