Il capo cantoniere Caniglia chiede di tornare in libertà

ATESSA. Deciderà nelle prossime ore il gip Massimo Canosa in merito alla richiesta di revoca della misura cautelare agli arresti domiciliari per Michele Caniglia, 51 anni, di Atessa, dipendente della...
ATESSA. Deciderà nelle prossime ore il gip Massimo Canosa in merito alla richiesta di revoca della misura cautelare agli arresti domiciliari per Michele Caniglia, 51 anni, di Atessa, dipendente della Provincia di Chieti accusato dei presunti reati di truffa aggravata continuata, peculato e falsità ideologica in atti pubblici. L’istanza è stata presentata dall’avvocato Giulia Orsini, al termine dell’interrogatorio di garanzia reso venerdì scorso dal capo cantoniere, ai domiciliari da una decina di giorni. Il dipendente della Provincia ha risposto alle domande del giudice, provando a chiarire la propria posizione rispetto alle accuse mosse dalla Procura di Lanciano. Le indagini, svolte dalla sezione carabinieri della polizia giudiziaria nel periodo tra marzo e aprile scorsi, avrebbero accertato che Caniglia, invece di svolgere il proprio lavoro, dava una mano nella farmacia agrobiologica intestata alla moglie, facendo risultare anche un periodo di congedo non documentato, e avrebbe utilizzato i mezzi dell’ente a scopi personali. Insieme al capo cantoniere sono indagati due operai, B.D.B., 48 anni, di Casalbordino, e B.T., 59 anni, di Casoli.(s.so.)
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