Il capo cantoniere è libero ma viene sospeso dal lavoro
ATESSA. Torna libero ma è stato sospeso da lavoro il capo cantoniere della Provincia di Chieti. Il gip di Lanciano, Massimo Canosa, ha disposto la scarcerazione per Michele Caniglia, 51 anni, di...
ATESSA. Torna libero ma è stato sospeso da lavoro il capo cantoniere della Provincia di Chieti. Il gip di Lanciano, Massimo Canosa, ha disposto la scarcerazione per Michele Caniglia, 51 anni, di Atessa, dipendente del settore viabilità e manutenzione stradale, arrestato e posto ai domiciliari lo scorso 26 settembre con le accuse di truffa aggravata, peculato e falsità ideologica, in concorso con due suoi sottoposti, che sono stati solo denunciati. Nei suoi confronti è comunque scattata la misura interdittiva della sospensione dal lavoro. Il gip ha accolto la richiesta di revoca della misura cautelare ai domiciliari, presentata dal difensore dell’uomo, Giulia Orsini, al termine dell’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale Caniglia avrebbe chiarito alcuni aspetti della vicenda a suo carico. Il capo cantoniere di Atessa torna in libertà dopo dodici giorni trascorsi agli arresti domiciliari. A chiedere il suo arresto è stata la Procura di Lanciano, dopo che l’ente provinciale aveva segnalato dipendenti assenteisti e al termine delle indagini condotte dalla sezione carabinieri della polizia giudiziaria. Secondo le accuse Caniglia, invece di svolgere il proprio lavoro, dava una mano nella farmacia agrobiologica intestata alla moglie. Altre volte avrebbe utilizzato i mezzi e il carburante, messi a disposizione della Provincia per le mansioni di cui era incaricato, per sbrigare commissioni personali. E, infine, avrebbe dichiarato falsamente un periodo di congedo per giustificare proprio le assenze da lavoro. Denunciati a piede libero per gli stessi reati, ma coinvolti in un numero più esiguo di episodi, i due operai sottoposti al capo cantoniere, B.D.B., 48 anni, di Casalbordino, e B.T., 59 anni, di Casoli. (s.so.)
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