Il centesimo mosaico sui muri del paese «Impresa eccezionale»

L’opera è l’ultima scelta da Paglione poco prima della morte Sabato apre la mostra per scegliere le prossime installazioni
TORNARECCIO. Al via sabato prossimo la quattordicesima edizione di “Un mosaico per Tornareccio”, la rassegna d’arte contemporanea organizzata dall’associazione “Amici del mosaico artistico” e dal Comune di Tornareccio. Alle 18, nella sala polifunzionale “Remo Gaspari” ci sarà il taglio del nastro della mostra dal titolo “Roma-Milano. Le capitali dell’arte in ricordo di Alfredo Paglione”, curata da Gabriele Simongini ed Elena Pontiggia. Sono quattordici gli artisti in gara: Agostino Arrivabene, Ennio Calabria, Sergio Ceccotti, Beatrice Cignitti, Aldo Damioli, Gioxe De Micheli, Giorgio Galli, Omar Galliani, Gabi Minedi, Giuseppe Modica, Marco Petrus, Luca Pignatelli, Maurizio Romani e Luca Vernizzi.
Le opere saranno esposte da sabato al 26 agosto, tutti i giorni dalle 17.30 alle 20, nelle sala polivalente di via Don Bosco e sottoposte al voto dei visitatori che decreteranno il vincitore. Come di consueto, il bozzetto più votato sarà trasformato in mosaico dal Gruppo mosaicisti di Ravenna di Marco Santi, per poi essere sistemato su uno dei muri del borgo. Quest’anno sarà collocato il mosaico numero cento “Api operose” della russa Alexandra Bolgova. Inoltre saranno installate le opere di Enrico Benaglia, Raffaella Benetti, Michelangelo Mammoliti e di Francesca Aristei, vincitrice della scorsa edizione.
«Sembrava un traguardo irraggiungibile e invece il mosaico numero cento è arrivato, scelto proprio da Paglione, pochi mesi prima della morte» dice Elsa Betti, presidente degli Amici del mosaico artistico, «Tornareccio era prima di tutto il luogo in cui ben salde erano cresciute le radici dei suoi affetti più cari e i suoi genitori, ed era il luogo in cui Paglione era certo di poter veder realizzata un’impresa eccezionale: il museo dei cento mosaici».
«Alfredo», commenta il sindaco Nicola Iannone, «aveva espresso la volontà di donare altre opere a Tornareccio. il Comune, al fine di accogliere questo nuovo tesoro, stava procedendo all’ampliamento della sala d’arte Pallano che contiene la collezione “In nomine patris”, donata dal mecenate al suo paese d’origine».
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