Il Comune va verso il dissesto I giudici: «Debiti per 98 milioni»

Confermate le criticità sulle misure di risanamento nell’udienza pubblica che si è tenuta all’Aquila La maggioranza attende la pubblicazione delle motivazioni. E Ferrara annuncia un’operazione verità
CHIETI. Si avvicina a grandi passi lo spettro del dissesto dopo che la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ieri mattina ha bocciato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune e ha quantificato una mole di debiti pregressi pari a 98 milioni di euro. Una situazione pesantissima per l’Ente, che trent’anni dopo la stagione di Tangentopoli che portò alla decapitazione dei vertici della giunta e alla conseguente dichiarazione di dissesto per un debito fuori bilancio accertato di 25 miliardi di vecchie lire, ovvero 12,9 milioni di euro, si vede nuovamente messo alle strette per i conti in rosso.
L’UDIENZA IN CORTE DEI CONTI
La magistratura contabile, a fronte dell’ordinanza del 6 aprile scorso in cui il magistrato istruttore Giovanni Guida aveva certificato un passivo di 78.237.025 euro, muovendo una serie di rilievi al piano di riequilibrio finanziario pluriennale, ha quantificato ieri mattina almeno altri 20 milioni di debiti fuori bilancio pregressi, non appianati e risolti negli anni precedenti, concentrati soprattutto nelle annualità 2016, 2017 e 2018. A questi si aggiungono poi i 3 milioni di euro da pagare alla Banca Farmafactoring per una serie di servizi non pagati. Una situazione ereditata dall’attuale amministrazione di centrosinistra, ma che sicuramente avrà ripercussioni sul futuro dell’attuale consiliatura. Con il pronunciamento di ieri mattina, infatti, al termine dell’adunanza collegiale pubblica nella sede regionale dell’Aquila, la Corte dei conti ha rigettato la richiesta di rinvio presentata dai legali del Comune e ha confermato le criticità sulle misure di risanamento contenute nel piano di rientro, decidendo di non omologarlo. Tra le criticità già sollevate dai giudici nel marzo scorso si elencavano «possibili profili di danno erariale connessi alla malagestione e la mancata fornitura dei conti giudiziari inerenti la riscossione della società Teateservizi». Sulla partecipata in liquidazione, attualmente sottoposta a procedura di concordato, pende una richiesta di fallimento avanzata dalla Procura: a giorni è atteso anche il pronunciamento del tribunale.
LE RIPERCUSSIONI IN COMUNE
Nel frattempo, la maggioranza attende la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per decidere la strategia da adottare. Secondo il testo unico degli enti locali, a partire dalla data della pubblicazione il Comune ha 30 giorni di tempo per impugnare la sentenza della magistratura contabile e ricorrere in appello. In caso contrario, la sentenza diventa definitiva: sarà trasmessa al prefetto che a sua volta darà al consiglio comunale un termine per deliberare il dissesto.
LA REAZIONE DEL SINDACO
«All’udienza eravamo andati con la speranza di poter evitare alla città lo scenario peggiore, cosa a cui abbiamo lavorato in questi due anni e mezzo di amministrazione, scegliendo la via del riequilibrio dell’Ente e non il dissesto», hanno commentato il sindaco Diego Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, che adesso annunciano «un’operazione verità davanti alla città per raccontare il curriculum del deficit e dei debiti consolidati e da consolidare». «C’è amarezza», dicono, «perché quando ci siamo candidati alla guida di Chieti sapevamo che non sarebbe stata una sfida facile, che ereditavamo un Comune con un’esposizione debitoria imponente, 78 milioni di euro lievitati di anno in anno, cifra che ha tolto alla città opere e servizi e che, peraltro, la Corte ha certificato negli atti che fanno parte dell’interlocuzione intercorsa con il Comune in queste settimane e che noi abbiamo contenuto, riducendola di quasi 10 milioni in appena un anno di attività sui conti. Il tentativo espresso dal piano di riequilibrio era non solo dovuto, ma necessario, per restituire a Chieti il respiro e la programmazione di cui aveva fortemente bisogno. Aspettiamo di conoscere nel dettaglio tecnico il pronunciamento della Corte, cosa che sarà possibile nei prossimi giorni con la pubblicazione delle motivazioni della sentenza e, con il supporto dei legali vaglieremo le possibilità e le iniziative da intraprendere».
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