Il Comune vende i parcheggi Megalò: «Pronti 1,3 milioni»

28 Novembre 2019

La giunta Di Primio dà il via libera all’operazione, ma serve l’approvazione in consiglio L’opposizione: «Si faccia chiarezza sul prezzo di vendita e sulla destinazione dell’area»

CHIETI. Il Comune di Chieti trova l’accordo con la società Megalò shopping center per la vendita del parcheggio pubblico che si trova di fronte al centro commerciale: è un affare da quasi 1,3 milioni di euro. Ma per concludere l’operazione è necessaria l’approvazione del consiglio comunale: il caso verrà affrontato nella seduta in programma lunedì. E già non mancano le polemiche.
Ma andiamo con ordine. Per ricostruire la vicenda bisogna tornare indietro al 13 novembre del 2018, quando l’amministrazione Di Primio, per fare cassa di fronte allo spettro dei conti in rosso, ha deciso di introdurre le strisce blu – per 859 posti auto – su uno spazio pubblico a pochi passi dalle vetrine di via Tirino. Ma la decisione si è dimostrata fallimentare. «L’attività di valorizzazione attraverso la messa a pagamento», si legge sulle carte comunali, «non ha dato i risultati sperati. In particolare, non si sono generate le entrate preventivate a differenza di quanto previsto nel piano economico finanziario 2018-2023 predisposto e fatto asseverare da Teateservizi (la società a totale capitale pubblico del Comune; ndr) e approvato dal consiglio comunale. Inoltre la stessa società e il dirigente del V settore del Comune hanno evidenziato come tale attività risulti essere anti economica». Poi, nella proposta di delibera che arriverà in consiglio, è precisato: «Il parcheggio in questione, per quanto pubblico, è d’interesse e quindi è fruito, di fatto, esclusivamente dai clienti del centro commerciale. Di conseguenza, il bene risulta avere scarsa utilità per la comunità, mentre rappresenta pertinenza funzionale al centro commerciale». Sarebbe dunque «vantaggioso e opportuno per l’ente arrivare alla cessione dell’area vincolandola, perennemente, alla destinazione di “parcheggio privato ad uso pubblico”». Il 25 settembre e il 23 ottobre scorsi la Ece Projektmanagement Italia srl, procuratrice della società Megalò shopping, ha inviato due note in Comune con le quali «è stato chiesto di poter acquistare l’area di proprietà comunale, destinata a parcheggio, con superficie pari a 25.794 metri quadri». Qualche settimana dopo, per la precisione il 26 novembre, la giunta guidata dal sindaco Umberto Di Primio ha approvato l’aggiornamento del «Piano delle alienazioni dei beni immobili di proprietà comunale», inserendo anche il parcheggio di via Tirino. E Megalò ha accettato il prezzo di vendita proposto dall’amministrazione di un milione 289mila 700 euro. «Dall’alienazione del bene», è l’ulteriore precisazione del Comune, «non si perde la destinazione all’uso pubblico e i proventi della vendita consentiranno di effettuare investimenti per opere e interventi straordinari di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio comunale e del territorio».
Ma sull’argomento interviene l’opposizione. «L’amministrazione comunale deve fare chiarezza su almeno tre punti», dice Alessandro Marzoli, consigliere comunale di Italia Viva. «Il primo: siamo sicuri che il prezzo deciso per l’alienazione dei parcheggi sia adeguato? Con la possibile nascita di Megalò 2, il valore del terreno in questione potrebbe crescere ulteriormente e questo va considerato. Un’altra perplessità riguarda la destinazione dell’area: nonostante il vincolo imposto dal Comune, è da escludere in modo categorico che – in futuro – ci sia la possibilità di edificare in quella zona. In ultimo, insieme alla questione parcheggio, l’amministrazione Di Primio avrebbe dovuto occuparsi di un problema ben più grave: il parco fluviale, che si trova nei pressi del centro commerciale, continua ad essere un monumento all’abbandono e alla sporcizia. Ed è inaccettabile. Si colga questa occasione per chiarire definitivamente con la proprietà del centro commerciale e con gli altri enti come intervenire per consegnare uno spazio verde pulito e ciclabile alla comunità. Il parco fluviale sarebbe dovuto essere fruibile da tutti fin dall’apertura del Megalò. È ora che quella parte pubblica venga finalmente completata».
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