Il consiglio dice sì alla variante ma senza viadotti e gallerie

Approvato all’unanimità un documento con cui si chiede un incontro a ministero, Anas e Regione «No a soluzioni che creino danni irreversibili al paesaggio, sì al casello Vasto centro dell’autostrada»
VASTO. Ribadisce il carattere di utilità e strategicità della variante alla Statale 16, dice no a viadotti e gallerie e impegna l’amministrazione a promuovere un incontro da tenersi in tempi brevi con il Ministero delle infrastrutture, l’Anas e la Regione. È di questo tenore il documento approvato ieri all’unanimità dal consiglio comunale che, facendo proprie le preoccupazioni della cittadinanza, ha rispedito al mittente ogni ipotesi di tracciato che possa creare un danno irreversibile al paesaggio, auspicando anche l’individuazione della zona dove realizzare un eventuale terzo casello autostradale Vasto-centro.
Il voto bipartisan è arrivato dopo la conferenza dei capigruppo consiliari nel corso della quale è stata trovata la sintesi riunendo in un unico documento la proposta di mozione firmata dal consigliere comunale del Pd, Giuseppe Forte, l’ordine del giorno presentato dal sindaco Francesco Menna e da altri esponenti della maggioranza e la risoluzione della opposizione di centrodestra. È la terza volta che l’assemblea cittadina prende posizione sulla variante alla Statale 16, manifestando la propria contrarietà a soluzioni progettuali che possano avere un notevole impatto ambientale, come gallerie e viadotti, e dichiarandosi favorevole ad una variante interna che decongestioni il traffico veicolare lungo il tratto di Statale 16 che attraversa Vasto Marina, soprattutto durante la stagione estiva.
Con il documento approvato ieri si prende sostanzialmente atto della «volontà popolare quasi plebiscitariamente orientata alla individuazione di un tracciato innovativo in variante all’attuale sede della Statale 16, che passi dietro l’abitato di Vasto, unisca i caselli Vasto nord e Vasto sud, serva l’area dove dovrà essere realizzato il nuovo ospedale e sia utile per lo sviluppo del porto di Punta Penna e per l’intero territorio del Vastese» e si sollecita il governo e l’Anas «per il reperimento di nuovi fondi da destinare alla realizzazione della variante».
Il consiglio comunale ha anche deciso di interessare della questione la Commissione VIII Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, nonché i rappresentanti istituzionali del territorio, del Parlamento e del consiglio regionale e di approvare la «suddivisione per lotti funzionali dell’intervento, cominciando da sud, condividendo la realizzazione del tratto San Salvo-Vasto Marina fino alla stazione ferroviaria».
Prima del voto ci stati diversi interventi a cominciare da quelli del consigliere Forte – che collegato da remoto ha invocato un documento unico per difendere la bellezza del paesaggio di Vasto – del sindaco Menna che ha illustrato l’ordine del giorno della maggioranza, ricordando le precedenti prese di posizione dell’assemblea civica, e dei consiglieri di opposizione Guido Giangiacomo, Vincenzo Suriani, Francesco Prospero, Dina Carinci e Alessandra Notaro. Tutti hanno rimarcato la loro contrarietà a soluzioni progettuali «impattanti», anche se con sfumature diverse.
«Sono molto soddisfatto del voto unanime del consiglio comunale», commenta Menna, «e lo sarò ancora di più quando sapremo quali progetti si stanno elaborando e, soprattutto, se si realizzerà una variante che sia condivisa da tutta la città». In apertura di seduta i consiglieri hanno osservato, su proposta del collega Prospero, un minuto di silenzio in segno di pace sull’Ucraina, vista la minaccia di un nuovo grave conflitto.
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