Il Diocleziano nel degrado Sentieri ricoperti dall’erba

30 Maggio 2019

Il grande parco resta nell’incuria: staccionate e panchine divelte, zone franate La Pro loco da due mesi ha ridato l’area al Comune. Verna: «Sfalcio a breve»

LANCIANO . Una giungla. Camminamenti e sentieri scomparsi, panchine, quel che ne restava, sommerse dalla vegetazione. Staccionate coperte da erbacce e ortiche. Erbe infestanti che si arrampicano sulle arcate del ponte Diocleziano tanto da arrivare sulla balaustra del corridoio accanto la cattedrale e non è certo un fatto positivo. Il parco Diocleziano, quel che ne resta, è uno scempio. L’alluvione del giugno 2018 ha creato danni notevoli alla struttura, ma da allora, a parte una prima messa in sicurezza, nulla è stato fatto per provare a sistemare l’area e, almeno, pulire la vegetazione. Da marzo scorso poi, il parco è tornato nelle mani del Comune perché la Pro loco, che lo gestiva dall’estate 2015, ha alzato bandiera bianca. Chiedeva al Comune interventi di manutenzione straordinaria, per i danni ai camminamenti, alla struttura in cemento che c’è all’ingresso del parco, per le frane, ma non sono arrivati e dopo aver organizzato eventi e manutenuto il verde ha abbandonato la struttura, riconsegnando le chiavi al Comune. Ma le condizioni del parco al di là dei danni creati dall’alluvione sono indecenti. Immondizia sepolta sotto metri di erbacce, vialetti, percorsi per le bici e per l’attività ginnica sono un vago ricordo. La staccionata è divelta in più punti e ha chiodi sporgenti. I 22.000 metri quadrati del parco sono una massa informe di vegetazione che sta inghiottendo anche le arcate del ponte. «Gli interventi sulla struttura e quelli sul verde sono due cose distinte», precisa l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «per quanto riguarda il verde faremo la pulizia a giorni. Purtroppo le condizioni meteo, la pioggia continua, non agevolano i lavori di sistemazione del verde neanche in altre zone della città. Contiamo di arrivare al Diocleziano entro giugno». Ancora qualche giorno di attesa quindi per lavori sul verde che costeranno tantissimo viste le condizioni del parco. Proprio la difficoltà nella manutenzione del verde, i suoi costi, sono alla base dei bandi fatti dal Comune per dare in gestione la struttura. Bandi che saranno rifatti appena il parco sarà agibile. «Per quanto riguarda gli interventi strutturali», riprende Verna, «abbiamo fatto lavori di messa in sicurezza subito dopo l’alluvione ma prima di fare altro dobbiamo attendere gli esiti degli studi e dei sondaggi e monitoraggi geologici che si stanno facendo sul Corso perché interessano anche il Diocleziano visto che la condotta Sargiacomo, oggetto di analisi, sfocia proprio sotto l’arcata centrale del ponte, percorre il parco e va verso pozzo Bagnaro. Magari dagli studi e dai monitoraggi emergerà che serviranno prima dei lavori idraulici e poi si potranno sistemare la stradina, i camminamenti, il parco. Non sprechiamo soldi facendo lavori oggi che dovranno essere poi rifatti a breve per interventi idraulici». Intanto il Diocleziano, costato 2,5 milioni di euro e 5 anni di lavori, continua ad essere chiuso e sepolto dalla vegetazione.