Il dopo Valente nelle mani di Pupillo In pole Orecchioni

Al sindaco la scelta del sostituto del vice scomparso Progetto Lanciano: «Completeremo il programma di Pino»
LANCIANO. Saranno resi noti a breve i nomi di chi dovrà sostituire le deleghe in giunta lasciate vacanti in seguito alla morte del vicesindaco Pino Valente e apparterranno sicuramente al gruppo alleato di governo “Progetto Lanciano” (Pl). Entro l’inizio della prossima settimana il sindaco Mario Pupillo potrebbe avere sotto mano una rosa di nomi da valutare, proposta da Pl, che in queste ore ha avviato incontri e riunioni plenarie per affrontare la pesante e importante eredità politica lasciata da Valente. Secondo alcune indiscrezioni sarebbero già state individuate diverse persone, sia interne al consiglio comunale che esterne e facenti parte del movimento civico fondato dal compianto vicesindaco. Le deleghe in discussione riguardano i lavori pubblici e il bilancio, ma si potrebbe considerare, in un eventuale rimpasto di giunta, anche quelle attualmente in capo al vicesindaco Giacinto Verna, ossia istruzione e politiche della casa, in modo da ridistribuire gli incarichi secondo lo schema politico emerso alle elezioni amministrative che vede in perfetto equilibrio Pd e Pl sugli assessorati più “pesanti”.
Tra i papabili assessori interni al consiglio comunale ci potrebbe essere Carlo Orecchioni, il più votato del movimento civico con 214 voti, dopo Valente (412) e Verna (280), e che risponderebbe al criterio spesso adottato a Palazzo di città sulla nomina degli assessorati affidati a chi ha raccolto più preferenze alle urne. I giochi si disputeranno quindi in queste ore.
Intanto Progetto Lanciano ha già affrontato con amarezza, ma anche con estrema lucidità, il discorso del futuro del movimento che porta in tutto e per tutto la firma e l’impronta di Valente. Il discorso di addio ai funerali in cattedrale da parte del coordinatore cittadino, Daniele Pagano, seppur intriso di dispiacere e amarezza, è stato considerato da più parti come un vero e proprio testamento politico. «Abbiamo una missione da compiere per Lanciano, in nome e per conto di Pino», aveva detto commosso Pagano. E del resto Valente, trascinatore, leader indiscusso e amante appassionato della città, ha saputo creare attorno a sé un gruppo coeso, leale ed entusiasta sui temi della città. Anche nelle lunghe giornate di degenza in ospedale il fondatore di Pl non ha mai abbandonato i suoi, né si è mai sentito abbandonato. Chi ricorda da vicino le sue ultime settimane racconta di un Valente informato su tutto, che pianificava investimenti, progetti e idee per la città di qui a tre anni. «Pino ci ha lasciato una bellissima eredità», ricordano a Progetto Lanciano, «che non deluderemo. Abbiamo risorse, volontà e determinazione per completare ciò che lui aveva avviato sacrificando tutto se stesso».
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