Il Frentano alla conquista dei turisti russi

26 Febbraio 2017

Natura ed enogastronomia: la Costa dei trabocchi sarebbe meta ideale ma manca la promozione

ROCCA SAN GIOVANNI. «Farsi conoscere, attraverso internet è la prima cosa da fare per affacciarsi sul mercato russo che conta 28 milioni di viaggiatori. Poi creare materiale informativo in lingua russa, proporre nuovi itinerari e riuscire così a fare in modo che una fetta, anche piccola di quei 5 milioni di turisti russi che, per motivi socio-politici non vanno più in Turchia e in Egitto, venga in Abruzzo e in questa zona». Sono i passi che l’Abruzzo e la Costa dei trabocchi devono compiere, secondo Bernhard Kiem, amministratore di Kb Advisors (società titolare della piattaforma Italyitaly.ru) ed ex console onorario della Federazione russa, per conquistare il mercato turistico russo. Una flotta di persone ricche, propense a spendere soldi in cibo, vino, shopping, escursioni e benessere nelle nostre zone, che però non conoscono. Il turismo russo nella costa frentana è all’anno zero. Di questo si è discusso nell’incontro svolto all’hotel Villa Medici tra sindaci (presenti quelli di Lanciano, Fossacesia, Torino di Sangro e Paglieta), operatori turistici, albergatori, ristoratori con Kiem, Pietro Pescara e Tatiana Tomtchouk della Kb Advisors. «Quello russo è un turista ricco», spiega Tomtchouk, «che qui non viene semplicemente perché non conosce questa zona. E non ha neanche la giusta accoglienza a livello alberghiero e di materiale: non ci sono guide russe o materiale informativo in lingua. C’è però il potenziale: ambiente, cibo, vino». Insomma bisogna fare promozione, quella che in questi anni si è fatta, spendendo centinaia di migliaia di euro, per il turismo religioso e verde verso i paesi anglofoni e spagnoli. Al mercato russo non si pensava ancora. «Bisogna puntare su internet», riprende Keim, «il motore degli spostamenti per i turisti russi. Tramite internet si fa scoprire l’Abruzzo, la costa e si conquista l’attenzione del milione di russi che arriva ogni anno in Italia. Questa terra ha cultura, arte, ambiente che sono fattori di grande attrazione per il pubblico russo, che cerca il turismo verso le città d’arte cosìddette “minori”, il prodotto termale, il turismo enogastronomico e quello degli eventi, ma anche per feste e rievocazioni storiche, eventi sportivi e culturali». «Fattori che abbiamo, manca una rete tra pubblico e privato per farli emergere», commenta Franco Di Campli, direttore marketing dell’hotel Villa Medici, «e da oggi dobbiamo costruirla». Favorevoli all’apertura verso il mercato russo anche i sindaci. «Dobbiamo capire però che tipo di turisti sono», dice Silvana Priori, sindaco di Torino Di Sangro, «se magari si possono inserire nei progetti di accoglienza diffusa, in modo che possano vivere a pieno la comunità. Ma occorrono professionalità e conoscenza delle lingue, che non si improvvisano. Fare rete e promozione, comunque, è un primo passo». (t.d.r.)

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