Il Frentano d’Oro premia la carriera dell’urologo Schips

1 Ottobre 2017

Teatro Fenaroli gremito per la consegna del riconoscimento «Grazie al lavoro di squadra faccio 2.200 interventi l’anno»

LANCIANO. «Abbiate sempre fame, anche nell’età adulta, di conoscere, scoprire, imparare». Così Luigi Schips, 53 anni, di Mozzagrogna, urologo di fama internazionale, dirigente dell’unità complessa di urologia della Asl e docente universitario, si rivolge alla platea del teatro Fenaroli nel ricevere il Frentano d’Oro. Il premio, creato venti anni fa da Ennio De Benedictis, viene assegnato ogni anno a una persona della Frentania che si è distinta in ambito nazionale e internazionale nel campo delle scienze, della cultura, dell’arte, dell’economia e delle professioni, dando lustro alla sua terra natia. Quest’anno il premio va a Schips. «Un amico», dice il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, «un uomo che studio, applicazione e talento hanno fatto diventare professore. Non è medico pomposo e pieno di sé, ma disponibile, cordiale, umano, aperto al dialogo e all’ascolto. Il Frentano d’Oro non poteva che essere assegnato a lui, che ha dato lustro all’Abruzzo conservando la passione per la propria comunità di riferimento. Un po’ come la passione che aveva Pino Valente per la sua città». Emozionato Schips riceve l’opera dello scultore Mario Ceroli di fronte a tantissima gente, non solo colleghi medici, come Vincenzo Salini, Francesco Fanfani e il direttore Asl Pasquale Flacco, ma anche tanti pazienti che ha fatto tornare a sorridere. «Il mio viaggio inizia con la laurea nel 1992 e in quell’attesa inutile di ben 6 ore nell’anticamera di un noto studio», si racconta, «che poi mi ha spinto a fare altri percorsi fino in Austria, a Graz. Qui ho imparato a lavorare in squadra, a scegliere i collaboratori partendo dagli uomini e ad essere sempre di parte». Nell’ottobre 2006 torna in Abruzzo, fa il concorso da primario a Vasto e lo vince. E da allora, in 10 anni, i numeri dicono che è stata la scelta giusta. «Grazie alla mia squadra», precisa Schips, «siamo passati da 3.500 ambulatori a 35.000, da 400 interventi a 2.200 operazioni annue e il fatturato Asl è passato da 1,5 a 10 milioni di euro. L’Abruzzo, nell’ambito dell’Urologia, è a livello di Toscana, Lombardia, Veneto: attrae pazienti. E questo grazie alla scelta di puntare sulla ricerca, sull’innovazione e sull’urologia oncologica». (t.d.r.)
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